Ci sono legami che superano il tempo e lo spazio. Per questa Festa della Mamma 2026, abbiamo selezionato tre voci della letteratura mondiale che hanno saputo tradurre in versi l’emozione pura. Dalla protezione fisica dell’abbraccio di Alda Merini, al legame eterno di Pasolini, fino alla dolcezza vitale di Neruda.
1. L’abbraccio che è casa: Alda Merini
In questi versi, la Merini descrive la madre come il porto sicuro dove ogni tempesta si calma. È la dedica perfetta per ringraziare una mamma di esserci sempre stata.
Tra le tue braccia
C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato
per quanta emozione provi;
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età.
Quel posto è tra le tue braccia
dove non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare.

2. L’unica che ci conosce davvero: Pier Paolo Pasolini
Tratta dalla celebre Supplica a mia madre, questa poesia è un riconoscimento commovente: la madre è l’unica persona che possiede la chiave del nostro cuore, fin da prima che imparassimo a parlare.
Supplica a mia madre (estratto)
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

3. La radice del mondo: Pablo Neruda
Neruda canta la madre come un elemento della natura, una forza vitale che nutre e protegge. È una poesia piena di gratitudine per chi ci ha donato la vita e la direzione.
A mia madre
Madre, nel profondo del tuo essere,
nel tuo grembo di terra e di radici,
io ho trovato la mia strada.
Tu sei la luce che non si spegne,
il pane che nutre la mia anima,
l’acqua che disseta ogni mio dubbio.
Grazie per avermi insegnato a volare
restando sempre il mio nido sicuro.












