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Estate a Barberino di Mugello: 10 attrazioni da vedere assolutamente

Cosa vedere a Barberino di Mugello in estate: 10 attrazioni da non perdere per godere di un posto sottovalutato nel centro d’Italia

Barberino di Mugello, nella parte ovest del Mugello e a pochi chilometri da Firenze, è uno di quei posti che molti incrociano arrivando dall’A1 e non sempre decidono di conoscere davvero.

Eppure qui c’è un percorso chiaro: il centro storico, le chiese, gli edifici civili, il segno lasciato dai Medici e poi il grande Lago di Bilancino, nato alla fine del Novecento per regolare le acque e diventato col tempo una delle mete più frequentate della zona.

C’è chi si ferma all’outlet di Barberino e chi invece entra in paese, alza gli occhi sulle pietre antiche, si spinge appena fuori dall’abitato e prova a leggere le trasformazioni di questo territorio, che qualcosa del suo passo originario lo ha ancora tenuto.

3 tappe che spiegano subito Barberino

Il primo punto da cui partire è il centro storico di Barberino di Mugello, raccolto, facile da girare a piedi, senza bisogno di grandi deviazioni. Nel giro di pochi minuti si incontrano il Palazzo Pretorio, edificio del XV secolo che oggi ospita la biblioteca comunale e la Mostra permanente di Giuliano Vangi, la Pieve di San Silvestro e l’Oratorio della Compagnia dei Santi Sebastiano e Rocco. Sono tre soste vicine, quasi in sequenza, e bastano per dare il tono del paese.

Qui il ritmo è tranquillo. Le facciate non cercano di stupire, ma raccontano parecchio. L’area di Barberino era abitata già in epoca preistorica e ha continuato a crescere nel periodo romano e poi nei secoli successivi, quando chiese, ville e strutture difensive hanno iniziato a disegnare il paesaggio. Chi arriva al mattino, con i negozi che alzano le serrande e i tavolini ancora mezzi vuoti, trova un centro sobrio, più vissuto che da cartolina.

Badia a Vigesimo, la rinascita di un luogo rimasto a lungo in ombra

Subito fuori dall’abitato c’è la Badia a Vigesimo, uno dei luoghi più importanti nei dintorni di Barberino di Mugello. Il nome richiama l’antica strada romana — vigesimo, cioè ventesimo miglio — e il complesso comprende la Chiesa di Santa Maria e l’ex Convento della Badia Vallombrosana. La fondazione viene fatta risalire all’XI secolo, anche se l’aspetto di oggi dipende in gran parte da interventi successivi, soprattutto settecenteschi.

Per molto tempo, però, la badia ha attraversato anni difficili. Dopo l’abbandono nei primi anni dell’Ottocento, il complesso è andato incontro a un degrado lento, durato quasi due secoli. Solo dal 2000 sono partiti i restauri che hanno permesso il recupero dell’area e anche una parziale nuova destinazione, con la realizzazione di appartamenti. Il cuore della visita resta la Chiesa di Santa Maria, dove si conservano opere importanti come il fonte battesimale attribuito a Benedetto Buglioni, insieme a stucchi e altari laterali che mostrano bene i diversi strati della storia del complesso. È un posto che si capisce meglio senza fretta.

Dal Castello di Barberino a Cafaggiolo, pietre e potere nel Mugello

Tra gli edifici che aiutano davvero a leggere la storia locale c’è il Castello di Barberino, nato attorno all’anno Mille su un colle basso che domina il paese. All’inizio fu sotto il controllo di comandanti longobardi; nel XIII secolo passò invece alla Repubblica Fiorentina, nel pieno dello scontro con i Conti Ubaldini. Poi cambiò funzione: dopo un tradimento ai danni di Firenze, nel XIV secolo la struttura venne ridotta e il castello prese un carattere più residenziale. Oggi è una proprietà privata e si può visitare solo in occasioni particolari o con tour guidati.

Poco distante c’è la Villa medicea di Cafaggiolo, una delle residenze più note del Mugello. Fu realizzata intorno alla metà del XV secolo per la famiglia Medici ed è inserita nel sito UNESCO delle ville e dei giardini medicei.

La villa mantiene elementi che ricordano l’architettura militare medievale, dai merli ai beccatelli, oltre a una delle due torri originarie. Anche questa è una proprietà privata, ma il suo peso storico resta evidente. Più di altri edifici, racconta il legame stretto tra il Mugello e la storia politica e dinastica di Firenze.

Bilancino e Gabbianello, l’altra faccia di Barberino

Il segno più evidente della Barberino contemporanea è il Lago di Bilancino, invaso costruito alla fine del Novecento soprattutto per aiutare a prevenire il rischio di alluvioni, anche alla luce di quello che accadde a Firenze nel 1966.

cosa vedere barberino di mugello

Lago di Bilancino (prolocobarberino.it) – OkMugello.it

Le dimensioni danno l’idea: il lago arriva a una larghezza di circa 5 chilometri, raggiunge una profondità massima di 31 metri e può contenere quasi 70 milioni di metri cubi d’acqua. Ma non è soltanto un’opera idraulica. Con gli anni è diventato uno spazio molto frequentato, scelto per la pesca sportiva, il windsurf, il trekking e la mountain bike.

A completare il quadro c’è l’oasi WWF di Gabbianello, un punto di osservazione importante per chi cerca il lato più naturale del Mugello. Qui si possono avvistare diverse specie di uccelli, tra cui cicognegru e fenicotteri, in un’area che ha assunto un ruolo di rilievo anche dal punto di vista ambientale.

In fondo Barberino di Mugello sta tutta qui: nel casello, nell’outlet di Barberino, nelle chiese antiche, nelle residenze medicee e nell’acqua aperta del Lago di Bilancino. È in questo equilibrio, non sempre lineare ma riconoscibile, che il paese si lascia leggere davvero.

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