Raffaele Cacciapuoti è il nuovo presidente di CNA Edilizia Firenze. Quarantanove anni, imprenditore del settore e fondatore nel 2013 della Cogef – Costruzioni Generali Firenze, subentra a Pino Comanzo alla guida dell’associazione di categoria. Il comparto rappresenta una colonna portante dell’economia locale, posizionandosi come il secondo settore per numero di attività subito dopo il commercio. Alla fine del secondo trimestre 2026, la Città Metropolitana contava 12.844 imprese attive nel settore delle costruzioni (pari al 15% del totale), con una presenza significativa nel Mugello, dove si concentrano 956 aziende.
La nomina si colloca in un periodo di transizione complessa per la filiera dell’edilizia, segnato dalla conclusione della stagione dei grandi incentivi fiscali. Tra i principali ostacoli per le aziende figurano il rincaro delle materie prime, le oscillazioni dei mercati energetici e la necessità di gestire la revisione dei prezzi negli appalti pubblici.
«Ringrazio Pino Comanzo per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti, in particolare sulla bilateralità – ha dichiarato Cacciapuoti nel discorso di insediamento –. Raccolgo il testimone in una fase delicata: si chiude la stagione dei grandi incentivi e se ne apre una nuova, nella quale serviranno misure più stabili, capaci di sostenere nel tempo la riqualificazione degli edifici, l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana. La priorità sarà fare in modo che anche le micro e piccole imprese possano essere protagoniste».
Un nodo centrale del programma del neo presidente riguarda la struttura dimensionale del tessuto produttivo fiorentino, dove un’impresa edile conta in media 3 addetti. Per permettere alle piccole realtà di accedere agli appalti pubblici, CNA Edilizia punta a sollecitare la suddivisione dei lavori in lotti e a promuovere forme di aggregazione come consorzi e Associazioni Temporanee di Impresa (ATI). La proposta guarda anche al nuovo Piano Casa, con la richiesta formale di riservare almeno il 40% del valore dei lavori nei partenariati pubblico-privati alle micro, piccole e medie imprese aggregate. L’agenda dell’associazione prevede inoltre un contrasto deciso al lavoro irregolare, al dumping contrattuale e al subappalto a cascata, oltre a un piano per facilitare l’accesso delle aziende ai servizi erogati dagli enti bilaterali.









