Gran parte del fine settimana passato in fila per i due eventi della capitale francese, il concerto di Céline Dion alla Plenitude Arena e quello di Jeanne Mas a La Cigale.
Perquisizioni in stile aeroporto, in tempi di attentati, per entrare alla Plenitude Arena per il concerto della star canadese di ritorno sulla scena dopo 6 anni, che sta totalizzando una serie di sold out record, tenuto conto del numero dei posti dell’arena (32.000 posti a sedere) e soprattutto del costo altissimo dei biglietti.
Fa quasi paura il boato di applausi quando le luci si spengono, e finalmente appare Céline, con quell’abito nero di Dior che ormai avevamo ammirato nei servizi di tutte le TV del mondo e sui social. Apre con “On ne change pas” ed in effetti lei non è cambiata in questi anni di tremenda malattia, la voce è esattamente bellissima come sempre ed il pubblico è praticamente in delirio.
Canta soprattutto in francese, senza dimenticarsi del repertorio internazionale con “Because You Loved Me”, “The Power of Love”, omaggia Donna Summer e la sua “I Feel Love”, che mixa con “Sweet Dreams” degli Eurythmics, ed ancora “My Heart Will Go On”, colonna sonora di Titanic, “Beauty and the Beast”, parla, si commuove, e canta “I’m Alive” (sono viva) e tutti se ne sono accorti e ne sono rapiti, mentre i video scorrono sui maxi schermi di una scenografia pazzesca (che sembra un Dolmen, poi un teatro greco). Lei si cambia d’abito per regalare al pubblico una nuova immagine ed ancora nuovi brani, toccando addirittura l’opera con “Ebben? Ne andrò lontana”, l’aria più famosa tratta da “La Wally” di Catalani, ed è a quel punto che l’immensa struttura sotto l’arco de la Défense sembra quasi esplodere.
Ma le due ore e mezza di concerto non sono ancora finite e Céline canta “All by Myself”, allungando ancora di più quell’acuto che molti pensavano che non sarebbe più riuscita a fare, regalando brividi e commozione a 32.000 persone provenienti da mezzo mondo (molti anche dall’Italia) che hanno (o abbiamo) assistito ad un concerto semplicemente unico ed eccezionale.
Un isolato e mezzo di fila anche per la star francese Jeanne Mas in concerto a La Cigale, dove l’attendevano i fans che dagli anni ’80 la venerano senza riserve e che stazionavano davanti all’ingresso della sala da concerti parigina (dove si è esibito anche Vasco Rossi) già dal mattino.
Jeanne è come negli altri concerti nei quali l’abbiamo seguita ed ammirata: bravissima, divertente, sempre e comunque sopra le righe, ed arriva in scena con i capelli neri ed un abitino rosso che ne esalta il fisico da ragazzina, cantando “San Francisco” dall’ultimo CD “En solitaire”, e prosegue con “Jardin d’Eden”, la prima parte della serata dedicata soprattutto alla produzione degli ultimi anni, che l’hanno vista tornare ad essere a pieno titolo non solo la cantante simbolo degli anni ’80, ma un’artista capace di raccogliere l’amore anche delle nuove generazioni.
Intona “Accélère” mentre lo sfondo impazzisce d’immagini, “Dans l’univers”, “Génération L”, la bellissima “Dors bien Margot”, “Andalouses”, “Shakespeare”, poi 10 minuti di pausa per permettere al pubblico che ha ballato fino a quel momento di riprendere fiato, per poi ripresentarsi in scena completamente trasformata: bionda, capelli lunghi e bellissimo abito da sera.
E da quel momento, uno dietro l’altro, i successi che le fecero vincere la “Victoire de la musique” e la trasformarono nell’idolo dei giovani francesi.
Apre la seconda parte con quella “Toute première fois”, nata in italiano come “Cuore di vento” e che, tradotta in francese, diventò l’inno di più di una generazione, “Coeur en stereo”, “Johnny Johnny”, “Sauvez-moi”. Poi dedica un pensiero alle colleghe scomparse recentemente Guesch Patti, Marie-Paule Belle, Dolly Parton, Bonnie Tyler, Catherine Ringer de Les Rita Mitsouko, deceduta meno di una settimana fa, e canta “Suspens” per poi chiudere un concerto fantastico con il suo più straordinario successo (che quest’anno compie quarant’anni) “En rouge et noir”, cantato eccezionalmente in duetto con Pascal Obispo, per il finale esplosivo di un concerto straordinario con i brani che hanno accompagnato la vita di tutti i francesi, che ancora oggi ricambiano quelle note, quella voce, quella genialità con tutto l’amore possibile!










