Sta arrivando sui telefoni di migliaia di italiani un messaggio che sembra innocuo, parla di pochi euro da pagare per un pedaggio autostradale non saldato ma in realtà può trasformarsi in un problema molto serio nel giro di pochi minuti.
Il testo è breve, diretto e costruito per mettere fretta. Arriva su WhatsApp, spesso da numeri con prefisso estero, e avvisa l’utente di un presunto mancato pagamento del casello. Dentro al messaggio compare un link che promette di “regolarizzare subito” la situazione evitando multe o sanzioni aggiuntive. Ed è proprio lì che scatta la trappola.
La nuova campagna di phishing è stata segnalata anche dalla Polizia di Stato e nelle ultime ore sta circolando rapidamente, soprattutto tra chi usa spesso l’autostrada per lavoro o per spostamenti quotidiani. Il meccanismo sfrutta un dettaglio molto semplice: importi bassi e senso di urgenza. Quando si leggono richieste da 2 o 3 euro, molte persone finiscono per abbassare la guardia.
Il messaggio prova a imitare le comunicazioni ufficiali di Autostrade per l’Italia. In alcuni casi vengono utilizzati loghi, colori e testi molto simili a quelli autentici. L’utente viene invitato a cliccare sul collegamento per effettuare rapidamente il pagamento del pedaggio “non registrato”.
Una volta aperto il link, però, non si entra in un portale ufficiale ma in una pagina falsa costruita appositamente per rubare informazioni personali. Qui vengono richiesti dati sensibili come numero di carta, codice CVV, credenziali bancarie oppure dati anagrafici completi.
Secondo gli esperti di sicurezza informatica, lo scopo reale della truffa non è incassare pochi euro di pedaggio ma ottenere accesso ai conti correnti o alle carte delle vittime. In alcuni casi i criminali possono usare le informazioni raccolte anche per altri tentativi di frode successivi.
I dettagli che devono far scattare il sospetto
Ci sono alcuni segnali che tornano quasi sempre in questo tipo di raggiri. Il primo è il tono del messaggio: frasi come “paga subito”, “evita sanzioni” oppure “ultimo avviso” vengono usate per creare pressione psicologica.
Un altro elemento sospetto riguarda il numero del mittente. Molti utenti stanno ricevendo questi messaggi da numerazioni straniere o sconosciute, cosa insolita per comunicazioni legate ai pedaggi italiani.
Attenzione anche agli indirizzi web. I siti truffa spesso utilizzano domini molto simili agli originali ma con lettere cambiate o parole leggermente diverse. A volte manca persino la connessione protetta HTTPS.
La stessa Autostrade per l’Italia ricorda che non vengono mai richiesti pagamenti urgenti tramite WhatsApp e che il mancato pagamento del pedaggio può essere saldato entro 15 giorni senza costi aggiuntivi.

Cosa fare se hai già cliccato sul link(www.okmugello.it)
Chi ha aperto il collegamento non deve andare nel panico, ma è importante muoversi rapidamente. Se sono stati inseriti dati bancari o della carta, il consiglio è contattare subito la propria banca per bloccare eventuali operazioni sospette.
Conviene inoltre cambiare le password degli account coinvolti e segnalare tutto alla Polizia Postale. Anche pochi minuti possono fare la differenza quando si tratta di impedire transazioni fraudolente.
Negli ultimi mesi le truffe via WhatsApp stanno diventando sempre più sofisticate perché sfruttano abitudini quotidiane ormai normali: ricevere notifiche digitali, pagare online e risolvere velocemente piccoli problemi dal telefono. Ed è proprio questa normalità apparente che rende questi messaggi così pericolosi per molte persone.
Come funziona la truffa del falso pedaggio (www.okmugello.it)










