Il Consiglio comunale ha approvato, nella seduta del 29 dicembre, il primo Regolamento del Verde, segnando un passaggio significativo nella politica di tutela e gestione del patrimonio verde urbano e periurbano. Il nuovo strumento riconosce ufficialmente il verde come una vera e propria infrastruttura strategica per la città, superando una visione che in passato lo relegava a elemento accessorio o meramente ornamentale dei progetti urbanistici.
L’approvazione del regolamento si fonda su un quadro di conoscenze scientifiche ormai consolidate, che evidenziano i benefici concreti e misurabili derivanti da una presenza diffusa e da una corretta gestione del verde. Tra questi rientrano la riduzione delle temperature e dell’effetto “isola di calore”, il miglioramento della qualità dell’aria, il contenimento dell’inquinamento acustico, l’aumento della biodiversità e la capacità di assorbimento della CO₂. A tali aspetti ambientali si affiancano effetti positivi sul benessere psicologico e sociale delle persone, rafforzando il ruolo del verde come fattore di qualità della vita urbana.
Secondo l’Amministrazione comunale, trattare il verde al pari delle altre infrastrutture pubbliche rappresenta una delle principali sfide per gli enti locali. Le cosiddette infrastrutture verdi, infatti, producono benefici che si riflettono anche in termini economici, contribuendo alla riduzione dei costi sanitari, al contenimento della spesa energetica e all’aumento dell’attrattività urbana. In questo contesto, il regolamento viene considerato uno strumento indispensabile per una gestione moderna e consapevole del territorio.
Il verde urbano viene definito come l’insieme delle componenti biologiche che concorrono a delineare l’identità funzionale e paesaggistica del centro abitato, in equilibrio ecologico con l’ambiente circostante. Le linee guida comunali introducono tre strumenti tra loro complementari: il Censimento del Verde, il Regolamento del Verde e il Piano del Verde. Il regolamento appena approvato è uno di questi e si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche l’acquisto di un software per il censimento georeferenziato e una convenzione con il Dipartimento DAGRI dell’Università di Firenze per la redazione del Piano del Verde.
Il testo normativo fornisce indicazioni puntuali per la tutela del patrimonio arboreo, vietando pratiche dannose come le capitozzature, consentendo gli abbattimenti solo previa autorizzazione e con obbligo di sostituzione, e imponendo misure di protezione degli alberi durante i cantieri pubblici. Inoltre, disciplina l’uso degli spazi verdi pubblici, prevedendo forme di cura e gestione condivisa attraverso patti di collaborazione con i cittadini, in linea con la strategia dei beni comuni. Il regolamento si propone così come uno strumento operativo e culturale, basato sul principio che il verde è un patrimonio collettivo e che la sua tutela rappresenta una responsabilità condivisa dell’intera comunità.





