“Mi ritengo molto soddisfatto della presa di posizione contraria dell’amministrazione borghigiana in merito alla futura attivazione della struttura di accoglienza che dovrebbe ospitare 50 migranti nello stabile ubicato nei pressi della stazione ferroviaria del capoluogo”. Inizia così la nota Girando in rete infatti, sono riuscito a trovare senza tanti problemi, alcune informazioni in merito alla Cooperativa Sociale Albatros 1973 che dovrebbe gestire lo stabile e l’accoglienza dei migranti stessi. Informazioni che lasciano intendere un passato quanto meno non del tutto limpido.. Nel Settembre 2014 infatti viene messa sotto processo la presidente della cooperativa “Albatros” Vincenza Vicino, insieme ad altre tre persone, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, truffa e falso, ed insieme all’operatrice Rosetta Lo Maglio, che risponde di un episodio di falso per presunte irregolarità nella gestione del Centro di accoglienza nisseno, in riferimento a presunte truffe per ottenere somme superiori rispetto a quelle effettivamente necessarie ai bisogni degli immigrati. La presidente Vicino è accusata inoltre, per l’acquisto di una Land Rover e una Bmw, intestate alla cooperativa. Ma non è la prima volta che la Cooperativa Albatros 1973 ed il centro polifunzionale di Pian del Lago finiscono al centro delle polemiche per la sua gestione. Infatti nella notte tra il 31 dicembre 2005 e il primo gennaio 2006, moriva in circostanze misteriose il cittadino tunisino Mehdi Alih, classe 1975. M.A. allora aveva accusato un malessere dopo avere appreso per telefono della morte di un parente. Il personale sanitario del centro di Caltanissetta avrebbe quindi provveduto a sedarlo. Gli stessi sanitari, soltanto dopo una seconda crisi cardiaca, ne disponevano il trasferimento in ospedale, visto l’aggravarsi delle condizioni. M.A. moriva quindi in ambulanza durante il trasporto in ospedale. Nell’ottobre del 2006 il centro di Pian del Lago finiva al centro di un’inchiesta del giornalista Giovanni Maria Bellu, che dalle pagine del quotidiano Repubblica denunciava un sistema di corruzione per cui mediatori e interpreti del centro prendevano soldi per permettere la fuga degli immigrati. Ed ancora nel 2008 la morte di un altro ospite Yussuf Abubakr diciannovenne ghanese. Sin dal giorno dopo la morte del ragazzo, i richiedenti asilo del centro denunciarono un’omissione di soccorso, dicendo che Abubakr aveva iniziato a lamentare forti dolori al petto sin dal primo pomeriggio, mentre la prima visita del medico di turno sarebbe stata effettuata solo alle 22.00. Bè che dire, niente male per una Cooperativa sociale.. In ogni modo non posso che fare un plauso all’amministrazione ed alla sua capacità di recepire le criticità che più volte abbiamo sollevato in Conferenza capigruppo. Detto questo però ritengo che un lavoro di informativa così semplice poteva tranquillamente essere svolto da loro, considerato che tutte le informazioni che io ho raccolto sono di dominio pubblico presenti su molti siti di cronaca. Comunque sia c’è sempre tempo per migliorarsi, quindi ben venga il chiaro e netto NO del comune di Borgo a quello che io ho sempre definito il “Ghetto della stazione”. Matteo Gozzi Alternativa-Possibile
Borgo & i profughi. Gozzi ‘soddisfatto’ dalla posizione del comune












