Per oltre 200 mila dipendenti pubblici si avvicina una svolta attesa da tempo. Dopo mesi di trattative, il rinnovo del contratto delle Funzioni Centrali è ormai a un passo.
L’intesa riguarda lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, INPS e INAIL, un comparto che rappresenta una parte importante della macchina statale italiana. La novità più rilevante è che, per la prima volta dopo molti anni, il contratto viene definito all’interno del triennio di riferimento e non con anni di ritardo.
Secondo le ultime informazioni emerse dal tavolo negoziale, gli incrementi salariali saranno progressivi. Nel 2026 gli aumenti potranno arrivare fino a 114 euro lordi mensili, mentre dal 2027 si salirà fino a 153 euro lordi per alcune categorie di dipendenti.
Gli importi varieranno in base all’inquadramento professionale. Le simulazioni diffuse nelle ultime ore indicano incrementi medi di circa 120 euro per gli operatori, 140 euro per gli assistenti, 180 euro per i funzionari e oltre 200 euro per le elevate qualificazioni.
Naturalmente il valore effettivo che arriverà in tasca ai lavoratori sarà inferiore rispetto alle cifre lorde, anche per effetto dell’assorbimento dell’indennità di vacanza contrattuale già riconosciuta negli ultimi mesi.
Arretrati: cosa aspettarsi
Uno degli aspetti più attesi riguarda gli arretrati maturati dall’inizio della vigenza contrattuale. Le stime parlano di importi che, per alcune figure professionali, potrebbero superare gli 800 euro lordi complessivi.
L’accredito non sarà però immediato. Dopo la firma dell’ipotesi di accordo saranno necessari i passaggi tecnici previsti dalla normativa, compresi i controlli contabili e la certificazione delle coperture economiche. Solo successivamente si arriverà alla sottoscrizione definitiva e all’erogazione delle somme spettanti.

Non solo stipendi: arrivano nuove regole(www.okmugello.it)
Il rinnovo non riguarda esclusivamente la parte economica. Nel testo trovano spazio anche disposizioni dedicate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione. Tra i principi introdotti emerge il divieto di affidare decisioni esclusivamente ai sistemi di IA senza un controllo umano costante.
Sono inoltre previste misure per tutelare maggiormente il potere d’acquisto dei dipendenti, con meccanismi di verifica tra inflazione e aumenti contrattuali, oltre a novità sui buoni pasto e sul trattamento economico durante le ferie.
Una firma che può segnare un precedente
La firma dell’accordo rappresenta un passaggio importante non soltanto per le cifre in gioco ma anche per il metodo. Chiudere un contratto durante il periodo di validità e non a distanza di anni viene considerato un evento piuttosto raro nel pubblico impiego italiano.
Per migliaia di lavoratori statali l’attenzione ora si sposta sulle prossime settimane, quando i vari passaggi amministrativi chiariranno tempi e modalità con cui aumenti e arretrati entreranno realmente nelle buste paga.
Quanto aumenteranno gli stipendi(www.okmugello.it) 




