Sabato 20 giugno, alle ore 18, il Monastero di Quadalto, nei pressi di Palazzuolo sul Senio, ospiterà un evento culturale e solidale che unisce musica, gastronomia e impegno per la tutela del patrimonio religioso locale. L’iniziativa, organizzata dalle Ancelle di Maria custodi del Santuario di Santa Maria della Neve, prevede un’apericena accompagnata dall’esibizione del soprano Ana Caraman, interprete di un repertorio che spazia dalla musica operistica al musical, fino a brani della tradizione popolare ed etnica moldava e russa.
L’artista, formatasi sotto la guida di Pier Giacomo Zauli, ha iniziato la propria carriera come solista in giovane età, debuttando a soli 14 anni e distinguendosi in numerosi concorsi musicali, tra cui competizioni ad Omegna e il Concorso “Cantare a Riolo”. Nel corso del tempo ha maturato una solida esperienza nel campo della lirica, collaborando con realtà corali e solistiche, tra cui l’Associazione Pia Tassinari di Faenza, dove ha interpretato arie del grande repertorio operistico italiano, da Rossini a Verdi e Puccini.
Lo spettacolo proposto al pubblico raccoglie una selezione dei brani più rappresentativi del suo percorso artistico, con l’obiettivo di offrire un’esperienza musicale accessibile e variegata, capace di incontrare le diverse sensibilità degli spettatori.
Al termine del concerto, le Ancelle di Maria proporranno un’apericena all’interno del monastero, creando un momento conviviale aperto alla partecipazione della comunità. L’evento sarà ulteriormente arricchito dall’esibizione del “Zauli’s group and other friends”, ensemble diretto dal professor Pier Giacomo Zauli, che coinvolgerà cantanti provenienti dai corsi di Faenza e dalle attività del Corpo Bandistico “Giulio Savoi” di Palazzuolo sul Senio.
L’intera iniziativa si svolgerà con ingresso a offerta libera e il ricavato sarà destinato al restauro del Santuario di Santa Maria della Neve di Quadalto, recentemente danneggiato e bisognoso di interventi urgenti di recupero e conservazione. L’evento si configura quindi non solo come un’occasione culturale, ma anche come un importante momento di sostegno concreto alla salvaguardia di un bene storico e spirituale del territorio.







