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Il commosso addio a Elisabetta e il ricordo dei familiari

Il profondo ringraziamento dei parenti a quanti hanno espresso vicinanza. Le parole della figlia Irene: «Ci lascia un vuoto incolmabile, era energia pura»

Cecchielisabetta

Numerose persone si sono strette in questi giorni intorno alla famiglia di Elisabetta, scomparsa prematuramente a Borgo San Lorenzo. Nota per la sua dedizione al lavoro e la profonda devozione verso gli affetti più cari, la donna ha lasciato una testimonianza di grande energia e disponibilità nel tessuto locale. I genitori Giancarlo e Anna, le sorelle Beatrice ed Elena, il cognato Moa, insieme al genero e al nipotino Tancredi, hanno espresso un sentito ringraziamento a chiunque abbia dedicato un pensiero o una parola di conforto. Un ringraziamento specifico è stato rivolto anche alla famiglia Manfriani per la costante e sincera vicinanza.

Molto toccante è stato il ricordo pubblico della figlia Irene, che ha descritto la madre come una figura insostituibile, capace di trasmettere il valore dell’indipendenza e della cura verso il prossimo. Nella lettera scritta per salutare la madre, Irene ha sottolineato la costante presenza materna e le attenzioni quotidiane: «Mia mamma mi ha cresciuta con l’idea che una donna potesse fare tutto, lavorare, essere mamma moglie amica, e per questo non la ringrazierò mai abbastanza perché è l’insegnamento più bello che mi potesse dare».

Un pensiero speciale è stato rivolto al legame tra Elisabetta e il nipote, che la donna chiamava affettuosamente il suo “piccolo raggio di sole”: «Quello che mi mancherà di più è non vederti accanto a Tancredi, vederlo in collo a te e illuminarsi ogni volta che ti vedeva arrivare». La nota si conclude ricordando il legame profondo e indissolubile che ha unito la donna al marito Paolo Panchetti, descritti l’uno come la metà perfetta dell’altro.

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