La firma dell’ipotesi di rinnovo del contratto delle Funzioni Centrali non porterà effetti soltanto sugli stipendi mensili.
Per molti dipendenti pubblici c’è infatti un altro aspetto che sta attirando l’attenzione: l’aumento del TFS, il Trattamento di Fine Servizio, che potrebbe tradursi in una liquidazione più consistente al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro.
Il nuovo accordo riguarda circa 200 mila lavoratori tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici e prevede incrementi retributivi medi che si aggirano intorno ai 160 euro lordi mensili, con importi più elevati per le qualifiche superiori. In aggiunta sono previsti arretrati maturati nel periodo precedente alla firma definitiva del contratto.
Molti lavoratori del pubblico impiego dimenticano che il TFS viene calcolato sulla retribuzione percepita. Quando lo stipendio cresce grazie a un rinnovo contrattuale, aumenta anche la base utilizzata per determinare la buonuscita.
Questo significa che gli incrementi previsti dal nuovo contratto non avranno effetti soltanto nel presente, attraverso una busta paga più pesante, ma anche nel futuro. Chi andrà in pensione nei prossimi anni potrebbe infatti beneficiare di un trattamento finale più elevato rispetto a quanto inizialmente previsto.
La questione riguarda soprattutto i dipendenti pubblici ancora soggetti al regime del TFS, ossia coloro che sono stati assunti prima del 2001 o che appartengono a particolari categorie del pubblico impiego. Per loro ogni aumento retributivo può incidere direttamente sul valore finale della liquidazione.
Arretrati in arrivo dopo la firma
Un altro tema centrale è quello degli arretrati. Con la sottoscrizione dell’accordo, i lavoratori interessati dovrebbero ricevere le somme maturate nei mesi precedenti all’entrata in vigore degli aumenti.
Le stime circolate nelle ultime settimane parlano di importi che possono superare gli 800 euro lordi, con differenze legate all’inquadramento professionale e all’anzianità di servizio. In alcuni casi gli importi potrebbero risultare anche superiori.
Gli incrementi previsti dal contratto arrivano fino a oltre 200 euro mensili per le qualifiche più elevate, mentre l’aumento medio si colloca attorno ai 160 euro.

Nuove regole per il pagamento del TFS(www.okmugello.it)
Nel frattempo l’INPS ha pubblicato una circolare che aggiorna il quadro relativo ai tempi di liquidazione di TFS e TFR per i dipendenti pubblici, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. L’obiettivo è fornire indicazioni più chiare sulle modalità e sui termini di pagamento delle prestazioni di fine servizio.
Resta comunque uno dei temi più discussi tra i lavoratori pubblici, poiché i tempi di erogazione del TFS risultano generalmente più lunghi rispetto a quelli previsti per il TFR dei dipendenti privati.
Per molti statali il rinnovo contrattuale rappresenta quindi una doppia notizia positiva. Da una parte arrivano aumenti e arretrati in busta paga, dall’altra cresce anche il valore della futura liquidazione. Un effetto meno visibile nell’immediato, ma che potrebbe avere un peso importante quando arriverà il momento di lasciare il servizio.
Perché il TFS aumenta con il rinnovo del contratto (www.okmugello.it) 




