Il Mostro di Firenze: Parla Natalino Mele l'unico sopravvissuto alla ferocia del mostro

Il Mostro di Firenze: Parla Natalino Mele l'unico sopravvissuto alla ferocia del mostro

Natalino Mele fa un appello alle Istituzioni: " sarebbe ora che qualcuno si ricordasse anche di me...."

Paolo Cochi Il Mostro di Firenze al di là di ogni ragionevole dubbio
visibility56988 - OkMugello - martedì 16 giugno 2020

Mostro di Firenze - Natalino Mele ricorda il delitto del 1968

A 52 anni dal primo omicidio del mostro di firenze , Natalino racconta.
Natalino Mele all'epoca dei fatti
Natalino Mele all'epoca dei fatti © n.c

È trascorso più di mezzo secolo da quella terribile notte dell 'agosto del 1968, quando tutto è iniziato. Il primo dei duplici omicidi del mostro di Firenze avvenne la notte del 21 agosto a Castelletti di Signa, nell'auto "Giulietta" bianca di proprietà di Antonio Lo Bianco, che con l'amante Barbara Locci si appartò nei pressi del cimitero.
I due amanti furono uccisi dalla famigerata pistola Beretta cal.22.

Nel sedile posteriore, dormiva un bambino di sei anni ed otto mesi, figlio della donna. Era Natalino Mele. Il "mostro" uccise i due amanti e risparmiò il bambino, che fuggi da solo nei campi, fino ad arrivare ad un casolare, dove il Sig. De felice lo accolse. Oggi Natalino ha 58 anni. Una vita densa di difficoltà e torture psicologiche.

Per quel delitto fu condannato il padre, Stefano Mele un omino che faceva il manovale affetto da oligofrenia. Il bambino sopravvissuto al "mostro" è l'unico testimone del delitto e fin dai primi interrogatori negò di aver visto o riconosciuto nessuno dei parenti della madre uccisa.

Oggi Natale Mele ci racconta la sua vita nella diretta video realizzata qualche giorno fà.

Natalino fu, dunque la prima vittima del mostro e forse anche di una gestione orrenda di quell" indagine, che si concluse con la condanna del padre.

"Nessuna delle Istituzioni si è mai fatta avanti per darmi una mano. Anzi nel periodo caldo delle indagini subii una serie di soprusi e pressioni psicologiche, con relative minacce. Una vera e propria persecuzione. Io quella notte, non vidi nessuno e a quel casolare ci arrivai a piedi da solo. Chiedo da anni un sostegno economico ma nessuno mai mi ha mai contattato"

Le parole di Natale, sono di forte impatto emotivo. Oggi è un uomo che avrebbe bisogno di aiuto, magari da parte delle istituzioni. Dopo una vita segnata dall'immenso trauma subito da bambino e la perdita dei genitori, poi l'orfanotrofio, le pressioni psicologiche subite e le enormi difficoltà economiche. Oggi, sarebbe il caso che qualcuno delle Istituzioni si ricordasse anche del "bambino sopravvissuto" al mostro.
E sia per una volta che qualcuno torni a vedere gli uomini "invisibili"...

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I commenti degli utenti
  • hazet ha scritto il 21 luglio 2020 alle 19:38 :

    Anzi nel periodo caldo delle indagini subii una serie di soprusi e pressioni psicologiche, con relative minacce. Una vera e propria persecuzione. [cit] quando pubblicherete gli estremi della/e denuncia/e ufficiale/i sporta/e dal sig. natale Mele per quella "serie di soprusi e minacce"? O gli dobbiamo credere così, sulla parola, come quando afferma che venne torturato dai carbinieri a colpi di accendino? Per sapere, pubblicherete anche la Sentenza(sic!) che scagiona e assolve il padre Mele Stefano? Rispondi a hazet

  • hazet ha scritto il 27 giugno 2020 alle 18:07 :

    certo che nel corso dell'intervista ci si poteva anche degnare di chiedere lumi e chiarimenti (assolutamente necessari) su come NM avesse potuto vedere quella lucina da dove era la macchina, cosa da lì impossibile. Eppure, quella della lucina la ripete più di una volta e da tempo la si cerca di far passare come fatto acclarato. Su Calibro22 Blogspot, si possono vedere (per chi non avesse copie migliori delle foto della scientifica dell'epoca) primi piani del terreno della stradina sterrata su cui era parcheggiata la macchina. Vi prego, fatevi una cortesia: andatevele a guardare e notate che razza di fondo era!!! Scalzo non ci fai un paio di centinaia di metri senza rovinarti la pianta dei piedi e saltellare come un matto ad ogni spigolo e spuntone. NM però se ne fece 2.3 km. NO WAY. Rispondi a hazet

  • hazet ha scritto il 25 giugno 2020 alle 22:59 :

    NM ha anche dichiarato all'epoca, di essersi sporto dal sedile posteriore verso i corpi ed di aver cincischiato con volante e levette del cruscotto. da lì l'accensione della freccia. Possibile compiere tale operazione per un bambino di 6 anni (e conseguenti dimensioni e portata di braccio) senza minimamente sporcarsi con nemmeno una goccia di sangue dei due corpi delle vittime? A casa De Felice nessuno notò alcuna traccia di sangue sui suoi vestiti. Nemmeno ilvicino di casa e nemmeno i primi CC arrivati. NM era davvero in auto o la coppia l'aveva fatto scendere per amoreggiare in santa pace? Rispondi a hazet

  • hazet ha scritto il 22 giugno 2020 alle 19:01 :

    Davvero NM era in auto al momento degli spari? sempre più improbabile! Sappiamo dal Verbale [24 agosto 1968 - esperimento compiuto dal maresciallo Ferrero in compagnia del piccolo Natalino Mele] che: " ...Che spaventato si allungò per suonare il clacson, manovrando delle manovelle sul cruscotto... - può un bambino di 6 anni ( e conseguente statura) sporgendosi dal sedile posteriore verso il cruscotto, in una situazione in cui il sedile anteriore sx è rialzato e quello dx abbassato, e sui i due sedili ci sono due cadaveri insanguinati, riuscire a compiere simili armeggiamenti senza minimamente macchiarsi di sangue? Nè il De felice, nè sua moglie, nè il vicino, nè i primi CC accorsi mai notarono tracce di sangue sui vestiti del NM Hazet Rispondi a hazet

  • hazet ha scritto il 22 giugno 2020 alle 18:41 :

    NM non era in macchina al momento del delitto. La coppia lo fece scendere, quando lo stessi scesero dall'auto per scambiarsi di posto [NM escussione ore 10:00 del 21 aprile 1969] La VF era la posto di guida, la VM al posto passeggero e l'auto era della VM. col sedile passeggero reclinato su quello posteriore e NM sulla restante metà, se la VN girava anche solo un poco la testa avendo la VF 'sopra' in amorosi intenti, si trovava a una spanna di distanza un bambino... decisamnete ammosciante. NM poteva camminare per ore sulla ghiaia pungente... poteva anche aspettare una manciata di minuti bighellonando fuori dall'auto. Hazet Rispondi a hazet

  • ad firenze isolotto ha scritto il 17 giugno 2020 alle 06:55 :

    fatemi capire, natalino mele ricorda ancora oggi che si è incamminato nel bosco direzione lucina casa de felice, ma per tutto il resto non ricorda nulla ? non ricorda se dalla macchina c'e uscito da solo oppure con l'aiuto di qualcuno, non ricorda se era accompagnato oppure solo, non ricorda se era scalzo oppure con le scarpe, non ricorda che aveva detto al de felice di aprigli la porta perchè c'e la mamma morta in macchina, come anche il de felice disse ? caro natalino mele, basta bugie Rispondi a ad firenze isolotto

  • Fiorella Lenzi ha scritto il 17 giugno 2020 alle 05:36 :

    : Natalino Mele ha visto e sa. come disse il giorno stesso quando fu interrogato, ho visto lo zio salvatore, salvatore vinci, uscire dalle canne. poi dal giorno dopo in poi, non ricordo. ma quello è un altro discorso. qualcuno gli ha detto di dire così. Logica : Rispondi a Fiorella Lenzi