Borgo San Lorenzo

Se vince il Sì? “Valanga di ricorsi”. Così il deputato della Lega a Borgo

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Referendum Costituzionale: “Se vincesse il Sì sarebbe molto probabile una ‘valanga’ di ricorsi alla Corte Costituzionale”, anche perché questa riforma “toglie competenze alle Regioni per restituirle poi in modo confuso”. Così ieri sera (domenica 27 novembre) a Borgo San Lorenzo il deputato della Lega Nord Guglielmo Picchi, nel corso di un’iniziativa organizzata dal Comitato per il No al referendum costituzionale, alla quale hanno partecipato anche Giorgio Silli (Responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia) e il Consigliere Regionale Giovanni Donzelli. Iniziativa che si è tenuta presso la sala Pio La Torre, introdotta dal consigliere comunale di Borgo Luca Ferruzzi e alla quale hanno partecipato e portato un saluto anche il sindaco di Firenzuola, Claudio Scarpelli, e la marradese Silvia Gurioli. Nella foto (in alto) il tavolo dei relatori. Qui sotto Guglielmo Picchi intervistato da OK!Mugello. A seguire pubblichiamo una la recensione degli organizzatori: A seguito pubblichiamo anche la nota degli organizzatori: In tanti, dirigenti, eletti e militanti del Mugello, si sono dati appuntamento domenica 27 novembre scorso a Borgo san Lorenzo alla sala Pio La Torre per la manifestazione del centro destra a sostegno del No. A far gli onori di casa, Luca Ferruzzi consigliere di Forza Italia a Borgo San Lorenzo, Silva Gurioli V. Coordinatrice Provinciale degli azzurri e Fulvio Boni. I relatori Giorgio Silli, Forza Italia, Giovanni Donzelli, Fratelli d’Italia e l’on.Guglielmo Picchi Lega Nord hanno sottolineato come: “…Sulla scheda del referendum leggerete: Se votate Si eliminate il bicameralismo. Non è vero, perché con il nuovo bicameralismo “imperfetto” che vogliono fare loro, una legge, verrà, si, approvata dalla Camera, ma entro dieci giorni dovrà essere trasmessa al Senato, che entro trenta giorni dovrà esprimere il parere, e se il Senato darà un parere negativo tornerà alla Camera che dovrà riesprimersi su quel parere. Che cosa è cambiato? Niente. Questo referendum l’ha voluto Renzi per ottenere una legittimazione democratica che non ha, seguendo la suggestione dei sondaggi di sei sette mesi fa, ha voluto usare lo strumento referendario, che nello spirito della Costituzione era prerogativa dell’opposizione. Gli inteventi del pubblico hanno poi sottolineato come “quest’ultima settimana che ci separa dal voto sarà decisiva per vincere la battaglia piu’ importante quella per il ‘no’ alla ‘schiforma’ Renzi-Boschi, quella per mandare a casa un premier mai eletto dai cittadini”. Quella che stiamo conducendo tutti insieme, con passione, e’ una battaglia per la democrazia. Perche’ abbiamo l’obbligo di riportare la democrazia nel nostro Paese, abbiamo l’obbligo di salvare le nostre istituzioni repubblicane.

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