L’odissea di un lettore che dopo aver attraversato l’Italia con vari mezzi (treno, taxi e nave) ha incontrato i maggiori disservizi proprio sulla ferrovia Faentina.
Giornata di caldo afoso, affronto un viaggio di circa 700 chilometri dal sud Italia, nave, taxi, treno, inaspettatamente tutto perfetto e tutto in orario. Meraviglia.
Arrivo a Firenze Santa Maria Novella dopo un viaggio di 10 ore, cerco il mio trenino n. 21483 delle 19 e 40 per Borgo San Lorenzo- Faenza con calma, tanto (mi dico) sono in orario. Il trenino è posizionato al binario 17, oltre la Fortezza da Basso, praticamente ci vogliono 10 minuti a piedi dalla stazione; suggerisco alle ferrovie, tanto valeva posizionarlo a Trespiano. Roba da terzo mondo. Se poi uno è anziano e ha un bagaglio…… addio ….Ora non sono più in orario e accelero il passo.
Salgo sul treno dalle moderne carrozze dove però, ovviamente, l’aria condizionata non funziona; i primi 10 minuti di ritardo già mi insospettiscono, ma scioperi non ce ne sono in giro e la circolazione è regolare. Comincia a colare il sudore per ogni dove, siamo un centinaio almeno rinchiusi là dentro, e poi dicono che questi treni sono poco usati. Qualcuno ha lavorato fino a tardi e arriverà a casa molto ma molto tardi. Una povera ragazza con la divisa da ferroviere cerca con decine di telefonate di sapere qualcosa… invano! Eppure sul binario accanto al nostro c’è un comodo treno che va a Borgo via Pontassieve, a molti che vanno a Borgo basterebbe sapere se conviene prender quello ma… mistero!
Dopo 40 minuti ci danno finalmente il via, il treno fa 1 metro all’indietro, prende la rincorsa tra gli evviva della popolazione e… dopo 3 metri si ferma di nuovo; è tornato il semaforo rosso! Manovra un po’ rischiosa. La ragazza ferroviera, con le lacrime agli occhi, ormai esausta, telefona di nuovo, non sa che dire ai viaggiatori!
Dopo altri 10 minuti partiamo alla folle velocità di 22 chilometri orari però…. Il treno non prende per la Faentina ma entra in Campo di Marte. Panico di molti che credono di aver sbagliato treno, cercano di uscire ma…. invano; le porte sono tutte bloccate. Infine si capisce che c’è stato un fantomatico guasto a San Marco Vecchio e che si deve passare dalle Cure… mah! Il conducente prende armi e bagagli e si sposta pazientemente in fondo al treno che ora è diventata la testa e poi, con oltre 1 ora di ritardo finalmente ripartiamo.
Ultima magnifica perla; a Montorsoli il treno si ferma di nuovo per 5-10 minuti per lo scambio con altro convoglio. Secondo la ferrea logica delle Ferrovie dello Stato, non viene fermato il treno per Firenze (che è in orario e ha solo 3 persone a bordo), ma il nostro con 120 persone sfinite accaldate e in ritardo di 1 ora.
Però quello che mi ha fatto effetto in tutta questa disavventura è che le persone ormai non si lamentano nemmeno più, colpisce cioè in maniera triste la totale RASSEGNAZIONE.
Leggo in un vecchio libretto di 100 anni fa uno dei primi orari della Ferrovia Firenze- Borgo San Lorenzo, percorrenza totale prevista minuti 40… e oggi, son passati più di cent’anni e ce ne abbiamo messi 110! E poi le Ferrovie ci raccontano di un servizio sempre migliore. Sarà! Gli unici per i quali il servizio è davvero migliore sono i soci FRECCIACLUB che nelle stazioni dispongono, alla modica cifra di 500 euro l’anno (25 euro ingresso a botta) di enormi sale d’aspetto dotate di tutti i confort, sottraendo spazio a tutti gli altri passeggeri (il 98%). Non esistono infatti più le sale d’attesa per gli altri che a centinaia li vedi barcollare appoggiati ai muri, affollarsi alle poche panchine disponibili, con bambini e anziani seduti a terra in mezzo a sbandati di vario genere. Davvero geniale questo concetto di servizio pubblico.
E rimane a questo punto solo il titolo di partenza; un treno chiamato desiderio, sì, appunto, il desiderio che il convoglio ogni tanto arrivi in orario.
Lettera firmata, Fabrizio Scheggi.












