L’Unione dei Comuni continua a far discutere per il futuro dei comuni montani del Mugello. Questo il succo di un incontro, organizzato dal Pdl, tenutosi ieri mattina a Borgo San Lorenzo, alla presenza dei Consilgieri Regionali Pdl Nicola Nascosti e Stefania Fuscagni e di numerosi esponenti locali del Pdl, Sindaci e Vice Sindaci.
Ha espresso dubbi e preoccupazioni Paolino Messa, Capogruppo Pdl in Comunità Montana; dubbi riguardo il funzionamento del nuovo ente “Unione Montana dei Comuni del Mugello” che andrà a sostituirsi alla Comunità Montana.
“E’ nostra primaria preoccupazione – ha dichiarato Messa – salvaguardare il Mugello dal punto di vista socio-economico; il nuovo ente dovrebbe sviluppare questo pezzo di Toscana che ha problematiche, da Palazzuolo a Vaglia, del tutto particolari. Il Pdl, pur essendo a favore del nuovo ente Unione, è seriamente preoccupato a causa dello Statuto; vogliamo chiarezza e vogliamo una gestione del nuovo ente efficiente, oculata e innovativa. Soprattutto capace di dialogare con la realtà territoriale e di essere efficiente senza sprecare.”
E’ intervenuto anche, per un saluto, il Sindaco di Borgo San Lorenzo, Giovanni Bettarini. “In un momento di crisi come questo – ha detto Bettarini – dobbiamo riuscire a dare risposte senza troppi sprechi. E su questo spero in uno sforzo bipartisan. Dobbiamo unire le forze.”
Saluto anche da parte del Presidente UNCEM, Oreste Giurlani. Che ha detto: “Non è questione di colore. E’ il momento di unire le forze e di adoperarsi perché al 1° gennaio 2012 si abbia uno strumento che permetta di unire le funzioni. Non possiamo aspettare che le comunità Montane chiudano! I Comuni devono organizzarsi così da poter parlare, fra 5 o 6 anni, di un vero e proprio sistema.”
Al centro degli argomenti del Pdl anche gli alti costi del personale. Infatti l’Unione dei Comuni eredita dalla Comunità Montana 40 – 50 dipendenti e ben tre dirigenti. Quadro che, pur nell’ottica delle gestioni associate, pone il tema delle competenze e delle funzioni dei dipendenti dei Comuni che entrano a far parte dell’Unione. Per non creare inutili e costose duplicazioni.












