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Umanità verso il caos? L’umanità e l’urgenza di un organismo globale più attento e presente

Tutto questo forse perché l'umanità, oggi, è arrivata a conoscere molti perché della propria maniera di essere, ma non è in grado di...

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Da un po' di tempo sto cercando di capire perché nel mondo avvengano fatti e cose estremamente complicate e fuori da ogni logica razionale di buon senso. È un caos generale e non riesco proprio a vedere come l'umanità possa riuscire a salvarsi dalla tragica fine che sembra sia predestinata a subire, e ad arrivare così alla fine della sua esistenza sulla Terra.

Tutto questo forse perché l'umanità, oggi, è arrivata a conoscere molti perché della propria maniera di essere, ma non è in grado di intervenire in maniera da modificare il proprio sistema di vita affinché non sopraggiunga il cataclisma generale che nessuno dice di volere ma che nessuno è in grado di riuscire ad evitare. Con questa maniera di proseguire, si va verso il CAOS generale e la fine dell'umanità sulla Terra, dove la mancata conoscenza della reale, critica situazione che si va a determinare è alla base di una probabile fine dell'esistenza dell'uomo sul pianeta.

Se si torna indietro nel tempo e osserviamo gli eventi che l'umanità ha vissuto e il susseguirsi delle evoluzioni climatiche e geologiche di cui oggi riusciamo ad avere conoscenza, ci rendiamo conto di quanto, nonostante le varie e molteplici situazioni che si sono fino ad oggi susseguite, l'umanità non abbia preso coscienza della grave situazione in cui ci troviamo.

Di fatto, il comportamento che l'uomo ha tenuto fino ad oggi sulla Terra non ha portato cambiamenti tali da modificare la situazione critica che si è creata.
Oggi, con la conoscenza e le capacità che abbiamo, possiamo intervenire sui principi di funzionamento del globo e della Terra stessa, e si potrebbe andare a modificare, o quanto meno condizionare, il nostro sistema di vita per determinare quei cambiamenti indispensabili per conseguire un reale, possibile proseguimento e miglioramento della vita dell'umanità sulla Terra stessa.

È qui che entra in gioco la capacità dell’uomo di avere la reale conoscenza della situazione in cui si trova la Terra e quindi cercare di capire come comportarsi per far sì che la Terra stessa possa rimanere ancora per un altro po’ la casa dell’umanità. E quindi, non solo non fare le guerre atomiche, che determinerebbero senz’altro subito la fine del mondo, ma anche cercare di intervenire sul comportamento climatico della Terra onde evitare lo scioglimento dei ghiacciai dai monti e dai poli terrestri, ed evitare le perturbazioni di uragani e cicloni di più grande intensità, eliminando di conseguenza l’innalzamento del livello del mare e degli oceani, e di tutti gli eventi conseguenti.

Oggi siamo arrivati ad avere la conoscenza di come molti procedimenti degli eventi naturali della Terra avvengano, e saremmo in grado di intervenire affinché tali eventi non vadano a creare le condizioni di caos e relativi cataclismi terrestri.
Quando dico Caos è perché, con il mancato controllo degli eventi che si andranno a verificare in ordine generale sulla Terra e in mancanza di interventi razionali umani, la situazione che in automatico si andrà a determinare non lascia scampo agli uomini per poter seguitare a vivere su questa Terra come è stato fatto fino ad oggi.

In questo momento non esiste sulla Terra un organismo che sia in grado di avere la coscienza della grave situazione che si è creata, e ancor più di riuscire a prendere quelle decisioni e relativi provvedimenti per cercare di cambiare il corso degli eventi.
Sì, perché con il Caos e dopo il Caos, la presenza dell’uomo sulla Terra sarà impossibile e si andrà inesorabilmente verso la fine del mondo.

Non solo non esiste un organismo soprannazionale riconosciuto che riesca a farsi coscienza dei rischi intrinseci che l’umanità dovrà affrontare nel prossimo futuro, ma, a parte la non conoscenza della grave situazione in cui ci troviamo, non esiste neppure un organismo soprannazionale che sia in grado di farsi ascoltare e farsi prendere in considerazione per osservare quelle norme eventualmente stabilite atte a contrastare il deterioramento del sistema di vita oggi in atto.

Sì, siamo al punto zero, e non esiste nazione, continente o organizzazione a carattere mondiale in grado di farsi ascoltare e farsi ubbidire in quei provvedimenti che l’eventuale organismo soprannazionale dovrebbe decretare al fine di evitare e arrivare al CAOS generale del mondo, e far sì che i provvedimenti soprannazionali che le nazioni, i continenti, e comunque tutte le comunità internazionali, dovrebbero osservare e immediatamente seguire.

Occorre riuscire a superare e dimenticare le credenze religiose, di razza, di storia e le relative appartenenze storiche e culturali che ogni popolo si porta dietro. Solo creando un organismo a carattere mondiale, dove tutti i popoli e le nazioni siano obbligati a ubbidire e seguire i dettami pronunciati che si andranno a stabilire con l’organismo sopra detto, si potrà riuscire a interrompere il proseguimento sulla strada fino ad oggi intrapresa che porta l’umanità verso il CAOS. E la sua fine.

Sarebbe quindi veramente opportuno che l’umanità creasse un organismo soprannazionale a cui tutte le nazioni, i popoli esistenti sulla Terra, dovrebbero obbedienza, che avesse come compito decretare quelle norme e regole che tutte le nazioni dovrebbero ascoltare per poi osservare al fine di regolamentare gli eventi della Terra stessa e quindi stabilire le norme di convivenza, dove ogni popolo dovrebbe e potrebbe essere libero di andare a vivere dove meglio crede, osservando una filosofia di vita veramente libera, fuori da filosofie religiose, di storia e di appartenenza, che lo pongano in contrasto con altri credo dei popoli con cui venga in contatto.

Tale organizzazione potrebbe essere affidata all’attuale O.N.U., poiché è l’unica organizzazione che veda già riuniti molti rappresentanti di popoli e governi presenti sulla Terra.
Ciò che attualmente non è né idoneo né sufficiente, poiché le sue decisioni non sono dirimenti e il più delle volte nemmeno ascoltate.

Quindi, partendo dall’O.N.U., si potrebbe rifondare un nuovo organismo dove tutti i popoli e le nazioni potranno aderire volontariamente, ma dove si impegneranno a seguire le regole dettate in un contesto democratico, da una maggioranza prima del 50% +1 e poi anche da una maggioranza semplice.

Tale organismo si potrebbe scindere in due parti:

  • la prima che deciderà quali problemi potranno essere presi in considerazione secondo merito e conoscenza, formato da tutti i governi che vorranno aderire;

  • e una seconda parte dove si entrerà nel merito di una valutazione su considerazioni specifiche che tale contesto vorrà darsi, sempre a carattere democratico, con la maggioranza del 55/60% dell’assemblea, formata solo a carattere di rappresentanza da paesi, popoli o nazioni capaci di rappresentare non meno di 10.000.000 di persone.

Articolo a cura di Pierluigi Recati

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