Mugello

Tunnel Tav, progetto alternativo. E il Mugello si aggancia e reclama i fondi per la Faentina

Tunnel Tav, progetto alternativo. E il Mugello si aggancia e reclama i fondi per la Faentina

Oggi (mercoledì 27 luglio) si è tenuta nell’Aula del Consiglio Regionale la comunicazione dell’assessore alla Mobilità, Vincenzo Ceccarelli, in merito all’incontro avuto a Roma, la scorsa settimana sul tunnel Tav e sul destino della stazione Foster.

Il quadro di riferimento è “profondamente mutato” e la “disponibilità di nuove tecnologie, tanto per l’infrastruttura che per il materiale rotabile dei servizi regionali e dei treni Alta Velocità” rende “certamente plausibile ragionare sulla possibilità di eventuali aggiornamenti progettuali”. “In ogni caso, la Toscana chiede che qualsiasi diversa soluzione da quella oggi in essere e agli atti garantisca, per il servizio regionale e metropolitano, le stesse prestazioni della soluzione sotto attraversamento e un efficace interscambio fra sistema regionale e sistema Alta Velocità”. “La soluzione proposta – ha continuato – è un tunnel più breve, da realizzare sotto i binari, che da Campo Marte, dal punto di immissione previsto dal tunnel attuale, riemerge a Rifredi senza però prevedere la fermata in stazione”. “Resterebbe comunque da approfondire – ha chiarito Ceccarelli – se e quali treni regionali possono utilizzare il tunnel, visto che la fermata a Rifredi è fondamentale per i servizi regionali”.

Alternativa molto simile ai progetti presentati dai Comitati contro il Tunnel Tav e Dall’Università di Firenze, che non sono mai stati presi in considerazione. Gli interventi delle opposizioni hanno mantenuto una linea simile contestando l’incapacità della Regione di gestire e sviluppare quest’opera. Sottolineando lo sperpero di denaro che è stato perpetuato in questi anni. Tommaso Sarti per Si Toscana riparte a Sinistra, ha dichiarato di apprezzare il riconoscimento dell’errore e di prendere  “sul serio la disponibilità ad elaborare nuovi progetti ed a porsi seriamente obiettivi d’incremento dei servizi regionali e metropolitani, di riattivazione di alcune stazioni cittadine, di una migliore connessione tra servizi regionali e di alta velocità, sui quali non possiamo che essere d’accordo”.

Con la riapertura del dibattito sull’Alta Velocità anche l’Unione del Mugello, ha colto l’occasione per far presente alcune “promesse” ancora non mantenute. Ripartiamo la nota dell’Unione dei Comuni:

Faentina, sul riconoscimento dei 31 milioni d’euro previsti a suo tempo da accordi nazionali il Mugello non demorde. E rilancia la questione. Non solo, per la linea ferroviaria s’immagina uno sviluppo come metropolitana di superficie, una ‘tramvia’ da Firenze al territorio mugellano. Lo si dichiara in un ordine del giorno che ha approvato ieri all’unanimità la giunta dell’Unione montana dei Comuni del Mugello.

Nel documento si richiamano gli atti sottoscritti a livello nazionale, dal primo del 1995 al più recente del 2010, sottolineando che “dopo ben 21 anni dalla sottoscrizione dei primi accordi, le istituzioni e la popolazione del territorio meritano da parte dello Stato il rispetto di tali impegni”. E si ricorda ancora che “il territorio ha subìto impatti e danni ambientali per i lavori di realizzazione dell’Alta Velocità: si sono seccati 57 km di fiumi, la portata di altri 24 km di corsi d’acqua si è drasticamente ridotta, sono state prosciugate 37 sorgenti e 5 acquedotti”.

“La linea Faentina con adeguati investimenti su infrastrutturazione ferroviaria e mezzi – scrive l’Unione dei Comuni del Mugello – potrebbe divenire a tutti gli effetti un treno metropolitano, una ‘tramvia’, in grado di collegare velocemente e con più frequenza e con tempi di percorrenza più brevi degli attuali l’area del Mugello a Firenze e viceversa, con un conseguente aumento dell’attrattività e uso del servizio da parte degli utenti e un significativo calo di transito su gomma e traffico per il capoluogo fiorentino”.

Nel project review del sottoattraversamento Tav di Firenze l’Unione dei Comuni vede l’occasione per riaccendere l’attenzione su quegli accordi nazionali che non sono mai stati rispettati, riaprendo un confronto istituzionale. Così, il presidente Federico Ignesti e tutta la giunta, “in considerazione anche del costituito Tavolo permanente sul sottoattraversamento Tav ”, si assumono l’impegno “a riproporre all’attenzione del Governo – sottolineano i sindaci – l’istanza di riconoscimento dello stanziamento di 31 milioni di euro (60 miliardi di lire) previsti a suo tempo da accordi nazionali per la riqualificazione e il miglioramento della linea Faentina, sollecitandone un riesame”. E per questo si richiede un incontro col Governo e la Regione, per un confronto istituzionale che possa coinvolgere anche i rappresentati dei pendolari.

Della questione il vertice dell’Unione dei Comuni vuol interessare pure la Città Metropolitana di Firenze, in relazione alla mobilità in area metropolitana. “Con l’obiettivo – si legge nell’ordine del giorno – di avviare un progetto per la Faentina che possa prevedere una corsa cadenzata ogni 30 minuti senza gravare sulle percorrenze attuali, ampliando la fascia oraria serale rispetto a quella attuale e creando sinergie con la linea Borgo San Lorenzo-Pontassieve-Firenze, tale da permettere un sistema di metropolitana di superficie che colleghi Firenze con la zona nord della Città Metropolitana”.

“21 anni di attesa sono più che sufficienti – commenta con ironia l’assessore ai Trasporti dell’Unione dei Comuni e sindaco di Borgo Paolo Omoboni -. Se Firenze ha posto la questione della ridiscussione del sottoattraversamento Tav, noi poniamo nuovamente con forza la questione del riconoscimento dei finanziamenti previsti in accordi nazionali e nelle leggi finanziarie 1998 e 1999, però mai onorato dallo Stato. Sono 31 milioni che – conclude – il Mugello attende da troppo tempo”.

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