Mugello

Transizione energetica, oltre 140 associazioni scrivono a Meloni. “Stop alla deriva speculativa”

TESS - logo

Oltre 140 associazioni e comitati territoriali riuniti nella coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione hanno inviato una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento immediato del Governo sulle politiche di transizione energetica, in particolare dopo il recepimento della direttiva europea RED III.

La lettera, trasmessa il 2 gennaio 2026 alla Presidenza del Consiglio, denuncia una serie di “gravi contraddizioni” nelle norme recentemente approvate, che secondo la coalizione starebbero favorendo meccanismi speculativi a danno di famiglie, imprese e territori. Al centro delle critiche vi è la stabilizzazione per legge del cosiddetto curtailment, ovvero l’incentivazione economica dell’energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici anche quando questa non viene immessa in rete perché eccedente rispetto alla domanda o alla capacità del sistema elettrico.

Secondo TESS, il nuovo quadro normativo capovolge il principio su cui si sono basati finora gli incentivi pubblici, legandoli non più all’energia effettivamente utilizzata ma anche a quella “gettata via”, con costi che ricadrebbero interamente sulle bollette di cittadini e imprese. Un meccanismo che, viene sottolineato nella lettera, azzererebbe di fatto il rischio d’impresa per i produttori, spesso multinazionali estere, trasformando la tariffa elettrica in una rendita garantita.

La coalizione richiama anche i dati del gestore della rete Terna, che ha segnalato un aumento del curtailment in diverse aree del Paese a causa della rapida crescita di impianti non programmabili rispetto alla capacità di trasmissione disponibile. Invece di intervenire sulla pianificazione e sulle infrastrutture, sostengono le associazioni, il decreto finirebbe per rendere strutturale la sovrapproduzione.

Oltre agli aspetti economici, TESS denuncia un forte impatto sui territori. L’espansione di grandi impianti eolici e fotovoltaici su suoli agricoli e aree montane viene descritta come una forma di “esproprio sistemico”, con conseguenze irreversibili sul paesaggio, sull’agricoltura e sull’identità culturale del Paese. Un modello che, secondo la coalizione, non porterebbe benefici concreti alle comunità locali né sviluppo duraturo.

Nel testo non manca una critica più ampia all’impostazione europea della transizione energetica, definita “dogmatica” e responsabile, a loro avviso, dell’aumento dei costi dell’energia e della perdita di competitività industriale dell’Europa. Le associazioni mettono in relazione queste politiche anche con la crisi di settori strategici come l’automotive e con la crescente dipendenza da importazioni extraeuropee.

Rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio, TESS richiama le recenti dichiarazioni di Meloni sulla neutralità tecnologica e sulla difesa dell’interesse nazionale, chiedendo coerenza e un cambio di rotta. L’obiettivo dichiarato è restituire “pianificazione, equilibrio e giustizia” alla politica energetica italiana, evitando che la transizione si traduca, secondo la coalizione, in un costo crescente per i cittadini e in un danno permanente per i territori.

La coalizione ha annunciato di voler portare il dibattito sul piano pubblico, sollecitando un confronto trasparente su un tema che, sottolinea, riguarda l’intero Paese.

Change privacy settings
×