Il dibattito sulla realizzazione della tramvia verso Campi Bisenzio torna al centro dell’attenzione politica dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e gli approfondimenti emersi in Commissione trasporti del Comune di Firenze. Secondo Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra a Campi Bisenzio, la situazione configurerebbe una “catastrofe annunciata”, caratterizzata dalla perdita di oltre 200 milioni di euro di finanziamenti inizialmente disponibili e dall’assenza delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Gandola sostiene che le criticità fossero state più volte segnalate in passato, senza però che l’amministrazione comunale e la giunta accelerassero gli atti necessari. A suo giudizio, l’attuale quadro finanziario confermerebbe un grave ritardo politico e amministrativo, con conseguenze dirette sulla realizzazione dell’opera. In base alle informazioni disponibili, la copertura economica risulterebbe garantita unicamente per il primo lotto, denominato 4.1, che collega la stazione Leopolda alle Piagge, mentre per il lotto 4.2, destinato a connettere Firenze a Campi Bisenzio, si attenderebbe una non meglio definita rimodulazione delle risorse da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Secondo l’esponente del centrodestra, l’assenza di certezze sul finanziamento del lotto 4.2 priva l’intervento della sua funzione strategica, lasciando Campi Bisenzio esclusa dal sistema tranviario e rendendo l’opera incompleta sotto il profilo dell’utilità per cittadini e pendolari. Gandola attribuisce la responsabilità politica della situazione all’attuale amministrazione comunale e alle precedenti giunte di area centrosinistra, definendo il quadro complessivo come un fallimento amministrativo e chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte degli attori coinvolti.
Nel suo intervento, il capogruppo critica anche l’ipotesi avanzata dalla Regione Toscana relativa a un collegamento tranviario tra Prato e Villa Montalvo, giudicandolo privo di concretezza e di benefici immediati. A suo avviso, lo stanziamento di risorse per studi di fattibilità non sarebbe sufficiente a colmare la mancanza di una visione organica, di finanziamenti certi e di un cronoprogramma definito. La questione della tramvia verso Campi Bisenzio rimane quindi aperta, tra incertezze economiche e un confronto politico destinato a proseguire.












