Toyota è uno dei maggiori colossi automobilistici al mondo, e adesso si prepara a realizzare un’autentica icona del suo passato.
Non è ancora ufficiale, ma il progetto è tutt’altro che fermo. La Toyota Celica sta tornando davvero, e non come semplice operazione nostalgia. I prototipi sarebbero già su strada, in fase avanzata, e dentro Toyota il modello viene trattato come qualcosa di concreto, non più come un’idea da salone.
Chi la conosce sa cosa rappresenta. Non solo una coupé, ma un pezzo di storia, soprattutto per chi ha seguito il rally tra fine anni ’80 e primi ’90. Sette generazioni, un’identità precisa, poi lo stop nel 2005. Da allora, silenzio. Fino ad adesso.
Un ritorno che non è solo nostalgico
Il punto è proprio questo. Non si tratta di rifare una Celica “come una volta”. La direzione sembra diversa. La nuova generazione dovrebbe entrare nella famiglia Gazoo Racing, quindi sotto il marchio GR. Questo cambia tutto, perché significa posizionarla accanto a modelli come la Toyota GR86, ma con ambizioni più alte.

Decisamente più di na operazione nostalgia (www.okmugello.it)
Le prime indicazioni parlano di una coupé classica, bassa, larga, motore anteriore, ma con linee aggiornate. Il frontale dovrebbe seguire il linguaggio recente Toyota, con la griglia “Hammerhead” e fari sottili. Dietro, una firma luminosa unica, più moderna, meno legata al passato. Non è una copia della vecchia Celica. È un’evoluzione, e forse anche un cambio di ruolo.
Se le indiscrezioni trovano conferma, il salto è evidente. Il motore più citato è un nuovo due litri turbo, codice G20E. Si parla di 400-450 cavalli, numeri che fino a pochi anni fa erano da segmento superiore.
E poi c’è l’ipotesi più interessante, ma anche meno chiara: una versione ibrida da circa 500 cavalli, con possibile trazione integrale. Non è detto che arrivi subito, non è detto che arrivi proprio così. Però il fatto che venga presa in considerazione dice molto della direzione.
Non più una sportiva “accessibile” come le vecchie Celica, ma qualcosa di più spinto, più vicino alle prestazioni pure.
Dentro cambia tutto, ma al centro resta il guidatore
Gli interni dovrebbero seguire la linea già vista su altri modelli recenti. Strumentazione digitale, infotainment aggiornato, meno pulsanti fisici. Ma con un’impostazione ancora orientata alla guida, sedili contenitivi, posizione bassa.
È una trasformazione inevitabile, anche per una questione di mercato. Oggi una sportiva non può più essere solo meccanica, deve integrare tecnologia. Il rischio è perdere qualcosa lungo la strada, ma Toyota sembra voler mantenere un certo equilibrio.
Non è solo il ritorno di un nome storico. È un segnale più ampio. In un momento in cui molte case stanno riducendo le sportive pure, Toyota continua a investire su questo tipo di auto. Non è scontato.
Per chi guida tutti i giorni, magari con un’auto normale, può sembrare distante. Ma non lo è del tutto. Queste scelte influenzano anche il resto della gamma, dalle motorizzazioni alle tecnologie che poi arrivano su modelli più accessibili.
E poi c’è un aspetto più diretto. Il mercato delle sportive negli ultimi anni si è ristretto, prezzi più alti, meno scelta. Un ritorno come questo potrebbe rimettere un po’ di movimento, anche se non sarà un’auto per tutti.
Tempistiche e dubbi che restano
La finestra di lancio più probabile resta tra il 2026 e l’inizio del 2027. Non c’è ancora una data, e questo lascia spazio a qualche incertezza. I prototipi ci sono, ma tra sviluppo e produzione il passaggio non è mai automatico.
C’è anche un altro punto. Quanto di queste indiscrezioni arriverà davvero su strada? Potenza, trazione integrale, versione ibrida… sono tutti elementi plausibili, ma non è detto che convivano tutti nello stesso progetto.
La sensazione è che la Celica stia tornando, ma non sarà quella che molti ricordano. E forse è proprio questo il nodo. Capire se chi la aspetta da anni ritroverà qualcosa di familiare, oppure si troverà davanti un’auto diversa, con lo stesso nome ma un’altra storia da raccontare.
Si avvicina il tanto atteso ritorno (www.okmugello.it)










