Non è un semplice sussidio, ma un vero e proprio “patto d’azione“. Il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) nasce per colmare quel vuoto lasciato da chi si trova ai margini del mercato occupazionale, offrendo non solo un paracadute economico, ma soprattutto una mappa per orientarsi tra corsi di riqualificazione, progetti collettivi e nuove opportunità professionali. È lo strumento dedicato a chi ha voglia di mettersi in gioco, trasformando l’attesa in competenze concrete.
Dai 350 ai 700 euro: come funziona l’ingranaggio del beneficio
Il cuore della misura batte al ritmo della partecipazione. L’indennità di 350 euro mensili (che diventano 500 in determinate condizioni di partecipazione attiva) non piove dal cielo: viene erogata tramite bonifico solo a chi dimostra di frequentare realmente i percorsi di formazione, il servizio civile o i progetti utili alla collettività.
Il cronometro del beneficio corre per 12 mesi, ma il legislatore ha previsto una “seconda chance”: se al termine del primo anno l’impegno formativo prosegue, il supporto può essere rinnovato per un ulteriore anno, previa revisione del progetto personalizzato.
La flessibilità è un altro punto cardine: l’SFL non castiga chi trova un piccolo impiego. È infatti compatibile con contratti dipendenti o attività autonome, a patto che il reddito non superi le soglie previste per l’accesso alla misura.

Supporto economico a membri famiglia Formazione lavoro
I confini dell’accesso: chi sono i destinatari?
La platea si rivolge ai cosiddetti “occupabili” tra i 18 e i 59 anni. Si tratta di persone che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione (perché nel nucleo non ci sono minori, over 60 o persone con disabilità) o di componenti di famiglie già beneficiarie dell’AdI ma non computati nella scala di equivalenza.
Per staccare il ticket d’ingresso, i paletti economici sono chiari: ISEE familiare: massimo 10.140 euro; Patrimonio immobiliare: oltre alla prima casa (valore IMU entro i 150.000 euro), non si devono superare i 30.000 euro; Patrimonio mobiliare: il limite parte da 6.000 euro per i single, crescendo in base alla numerosità del nucleo e alla presenza di disabilità; Stile di vita: niente auto di grossa cilindrata (>1600 cc) o moto potenti (>250 cc) acquistate negli ultimi tre anni.
La road map per l’attivazione: i passi da compiere
Entrare nel circuito SFL richiede una sequenza precisa di azioni digitali e fisiche. Si parte dal Caf o Patronato per la domanda, ma la vera partita si gioca sul portale SIISL. Qui va sottoscritto il Patto di Attivazione Digitale (PAD), l’impegno formale in cui si indicano almeno tre agenzie per il lavoro con cui si intende collaborare.
Il cerchio si chiude con la chiamata del Centro per l’Impiego. Qui si firma il Patto di Servizio Personalizzato: l’atto finale che dà il via libera definitivo all’invio di offerte di lavoro e all’inserimento nei corsi di formazione accreditati.
Il contributo economico previsto per il Supporto Formazione e Lavoro nel 2026.










