Mariangela Corrieri, Presidente dell’Associazione Gabbie Vuote Firenze, risponde alle dichiarazioni rilasciate da Paolo Omoboni in relazione al problema Storni.
Gentili giornalisti ci riferiamo all’articolo su La Nazione del 15 agosto relativo agli storni e sentir dire che a Borgo San Lorenzo sono “sull’orlo di una crisi di nervi” è veramente grottesco. Si incolpano gli storni anche delle azioni più ridicole: “assalto dei giardini pubblici, bombardamento di deiezioni, forti danni in agricoltura, sporcizia, cattivi odori, disturbo, disagio e problemi di igiene pubblica”. Nell’elenco sono stati dimenticati gli altri sinonimi: malessere, fastidio, incomodo, molestia, inconveniente, intralcio, seccatura….ecc.ecc. Possibile che i mugellani (gli italiani) non riescano a convivere con gli animali come fanno i Paesi più evoluti? Possibile che persista la soluzione spietata: uccidiamoli! Come se gli animali non avessero il diritto alla vita in questo Pianeta; come se gli squilibri ecologici non li avesse prodotti l’uomo! Perchè non pulire gli escrementi degli storni come si puliscono quelli umani? Possibile che non ci si renda conto come l’esercizio della violenza verso gli animali finisca poi per convertirsi in violenza verso le persone? Eppure abbiamo esempi quotidiani di brutalità di ogni genere, verso gli animali e verso le persone. Brutalità che rende l’essere umano il più crudele tra i viventi. Non ci si aspetterebbe da amministratori pubblici tanta esplicita imperizia, tanta promozione di violenza!! La stessa legge, n.157/91 art. 19, impone l’uso di metodi ecologici per ogni problema che riguardi gli animali, problema che, spesso, viene esasperato per indeterminazione o per condizionamento. Tali metodi sono stati utilizzati in modo etologico e quindi scientifico? Quando leggiamo la dichiarazione del sindaco, Paolo Omoboni, che vorrebbe poter usare le maniere forti, ovvero fucili che uccidono anzichè fucili caricati a salve, ci viene in mente che la Legge in Italia è carta straccia e che siamo molto esperti nell’accordarci con il dogma “fatta la legge trovato l’inganno”












