Mugello

Il senso delle Feste e la frenesia occidentale. Riflessione in vista del nuovo anno

Il senso delle Feste e la frenesia occidentale. Riflessione in vista del nuovo anno

Dello psicologo Loris Pinzani – Popoliamo un’epoca di cambiamenti. Su questo ci sono sicure opinioni, mentre non altrettanto sono certe le idee su quanto siano sane le variazioni in atto. Più che mai nel corso delle ricorrenze è possibile osservare quanto sia distante dall’uomo quello che l’uomo ormai ritiene normale. Non possiamo non osservare che ogni abitudine ha subito una variazione straordinaria negli ultimi cinquant’anni. Questa intensità non è mai stata presente nel corso storia e per quanto ne sappiamo, i ritmi di vita erano molto più rallentati fino a quel periodo. L’era della industrializzazione ha cambiato prima molto lentamente poi con una velocità frenetica ogni abitudine umana, ma non certo le attitudini. I meno giovani tra i lettori hanno visto sicuramente quanto in passato fosse diversa e meno “strappata” la festa che stiamo vivendo in questi giorni. Ora, La domanda è: possiamo permetterci un andamento così legato allo sfruttamento intenso e rapido di quella che potremmo chiamare “festeggiamento a comando”? A pensarci in gran parte si tratta proprio di un’occasione materiale. Fino a che punto siamo in grado di tollerare ed addirittura preferire la frenesia che abbiamo ordito intorno a noi? Questo non riguarda solo le feste, ma piuttosto qualunque manifestazione di un Occidente che ha perduto la speranza di una ricchezza virtuale quanto indefinita. Un Occidente che arranca alla ricerca della continuità di un benessere che ha solo toccato, sulle fondamenta di una supremazia mondiale che non può apparteneregli in modo elettivo, ma eventualmente può essere condivisa. In effetti non è più possibile credere che il benessere possa non essere condiviso: da ogni parte della terra si vede quello che accade in ognuno degli altri paesi. Ergo, la supremazia non può esistere senza un conflitto che per sua struttura, risulta infinito. In tutto questo mare magnum di intensità, proposte, richieste ed attese, anche questo Natale si avvicina, ignorando l’uomo. D’altra parte, come hanno già detto, l’individuo non nasce con l’obbligo di conoscersi. Ma, Certamente questa è una possibilità assai preferibile. Altre volte ho detto che non si può parlare di psicologia sociale senza avere già parlato della psicologia che riguarda il singolo. Tuttavia, nel vedere quanta intensa speranza frammista a paura esiste nel desiderio che permanga il benessere che era stato promesso a noi abitanti del nord del mondo, non si può non restare stupidi . Ancora le orde degli europei si accalcano ai supermercati ed ancora facciamo finta che non sia indispensabile guardare dentro sé stessi fermandosi. Certamente fermarsi, o rallentare, è il vero coraggio. Dr Loris Pinzani Psicologo Psicoterapeuta

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