Dai gruppi consiliari Libero Mugello e Rifondazione Comunista riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato sulla probabile vendita dell’edificio delle scuole elementari di Via Don Minzoni, a Borgo San Lorenzo. E proprio questa sera alle 21 OK!Mugello parteciperà alla trasmissione di Tele Iride Girotondo su scuola e tagli. Lasciate i vostri commenti sulla nostra pagina facebook
I gruppi consiliari di Libero Mugello e Rifondazione Comunista hanno espresso voto contrario nell’ultimo consiglio comunale sul cambio di destinazione d’uso della scuola elementare di via Don Minzoni (Borgo San Lorenzo), attualmente chiusa per problemi sismici e già destinata alla vendita con un ricavo previsto di 1.650.000 Euro.
A seguito di tale decisione il compratore potrà destinare la superficie esistente ad appartamenti (circa 16) e in parte a esercizi commerciali o servizi. E’ ammessa anche la demolizione e ricostruzione con possibilità di un aumento delle superfici da 1050 a 1400 metri e costruzione di un ulteriore immobile nella parte retrostante lungo la ferrovia (per altri 4/5 appartamenti).
Con via Don Minzoni verranno vendute altre due scuole di frazione: quelle di Polcanto e di Faltona per farne altrettante residenze.
Dalle alienazioni di cui sopra l’amministrazione prevede di incamerare complessivamente 2.192.500 euro con l’obiettivo dichiarato di voler utilizzare gli introiti per “la realizzazione di una nuova scuola elementare nel capoluogo, della dimensione massima ammessa dalla normativa vigente (25 classi), la quale richiede un’area di pertinenza di oltre un ettaro, e costi dell’ordine dei cinque-sei milioni di euro”.
Le motivazioni che hanno condotto i due gruppi consiliari al voto contrario sono le seguenti:
– A tutt’oggi non ci è dato sapere dove è stata individuata l’area nella quale collocare il nuovo polo scolastico. Siamo contrari all’allontanamento della scuola dal centro abitato. I bambini devono poter andare a scuola a piedi e pertanto non è opportuno prevedere il plesso vicino al Liceo come inizialmente indicato. Ultimamente l’area presa in considerazione sembra essere quella del cantiere comunale accanto alla Coop, ma in questo caso sarebbe necessario trasferire il cantiere, smantellare tutto e bonificare il terreno rilocalizzando altresì Publiambiente presso Faltona dove l’impianto di compostaggio è fermo da tempo per le note vicende relative al fallimento SoPRAM e quindi i tempi lunghi si scontrerebbero con le necessità di spazi scolastici entro tempi brevissimi.
– Per realizzare il nuovo polo sarebbe necessario aggiungere ai proventi delle vendite di cui sopra almeno altri 3 milioni di euro, cosa quasi impossibile vista la situazione attuale del bilancio comunale. Inoltre la costruzione di un nuovo plesso comporterebbe procedure d’esproprio che in genere, almeno per il comune di Borgo, sono lunghe e complesse.
– Se è conveniente per un privato abbattere e ricostruire non capiamo perché non lo possa essere anche per il comune: l’area è di proprietà pubblica, non ha necessità di essere espropriata e nella medesima area con l’aumento delle superfici concesse ai privati può essere prevista la realizzazione di circa 15 classi e 5 locali per attività
– Noi riteniamo che prima di giungere ad una decisione così impegnativa e costosa sia necessario conoscere quanti bambini sono ospitati attualmente negli edifici delle materne, elementari e medie (in tutto il comune e non solo nel capoluogo) e quanti bambini si prevede debbano frequentare negli anni prossimi la scuola dell’obbligo; ma l’amministrazione non ci ha presentato alcun quadro previsionale relativo alle necessità scolastiche.
– Vorremmo tra l’altro avere la certezza che l’amministrazione terrà duro sul mantenimento delle scuole di frazione, ma ci preoccupa fortemente quanto scritto nelle relazioni in merito alla ricerca di soluzioni per rispondere ai bisogni della popolazione scolastica, quando si afferma che “… ciò comporterà negli anni a venire una necessità pianificatoria importante, anche alla luce delle probabili dismissioni di altre sedi scolastiche decentrate in virtù dei tagli finanziari operati a livello ministeriale.”.
Per giustificare la spinta verso la concentrazione viene anche paventato l’ulteriore taglio proposto dalla Gelmini sui custodi, ma non si tiene conto che non c’è paragone tra il pagare un custode (anche a carico del comune) e ricorrere ad un nuovo investimento pesante che veda la chiusura dei plessi di Luco e Ronta.
In definitiva il nostro voto contrario non può essere strumentalizzato come un voto “contro la nuova scuola” ma è invece un voto per spingere l’amministrazione a fare meglio i conti con le effettive necessità stringenti, gli effettivi tempi di realizzazione, i reali costi complessivi e le relative convenienze economiche. Tutto ciò per non ritrovarci poi con un pugno di mosche in mano.
Gruppo consiliare LIBERO MUGELLO
Gruppo consiliare RIFONDAZIONE COMUNISTA












