Il consigliere della lista civica Cambiamo Insieme chiede che la vicenda non sia sottovalutata, ma allo stesso tempo dice che bisogna evitare di creare allarme. Ma ricorda le lungaggini e le promesse da marinaio fatte quando si chiuse in fretta l’altra scuola e si promise di realizzare in tempi brevi un nuovo plesso. Ecco il suo testo:
La vicenda della scuola primaria di via don Minzoni non può essere sottovalutata e neppure usata come occasione per fomentare paure e allarme. Ma le paure son comprensibili, e per questo occorre che la giunta borghigiana dia risposte chiare, senza margini di ambiguità. Anzitutto, l’amministrazione, attraverso i propri tecnici, deve dirci con chiarezza e grande rapidità, quale sia il reale grado di rischio di quella struttura che ospita oltre duecento bambini, insegnanti e custodi. Certo, dobbiamo essere realisti e con i piedi per terra. Gran parte delle nostre case, dei nostri luoghi di lavoro, delle scuole e perfino l’ospedale non sono sismicamente sicuri. Quindi da una parte dobbiamo sollecitare, ad ogni livello, azioni e fondi per la messa in sicurezza; dall’altra non possiamo pensare di abbandonare tutte le strutture, e andare a vivere nelle tende. La lettura della relazione relativa a quella scuola sicuramente è preoccupante. Sentir dire che non si sono neppure fatti sondaggi sul ferro del cemento armato, per non indebolire ulteriormente la struttura, sconcerta alquanto. Ma è anche vero che quella relazione è del 2014, e nel frattempo un intervento c’è stato, con il consolidamento di cinque colonne. Un intervento sicuramente insufficiente a garantire la sicurezza dell’edificio. Ebbene, almeno ci dicano quanto grave sia ancora la situazione. Se era più grave la situazione della scuola che dieci anni fa venne fatta chiudere d’urgenza, o se è più grave questa. Si mettano le carte in tavola. Pronti perfino a valutare la necessità di costruire dei prefabbricati, qualora le condizioni fossero particolarmente gravi. Una cosa è certa: le responsabilità delle precedenti amministrazioni, e del partito che ha sempre governato Borgo, sono evidenti. Se non fossero state promesse da marinaio quelle di oltre dieci anni fa, quando si diceva, all’indomani della chiusura del plesso di via don Minzoni, che si sarebbe costruita una nuova scuola, ora non saremmo qui a preoccuparci di niente. Invece si è traccheggiato all’infinito, prima neppur decidendo dove farla, poi senza pensare minimamente a un progetto (necessario per richiedere i finanziamenti). Alla fine si è individuato un’area, tra viale Giovanni XXIII e l’asilo nido, di proprietà privata, che l’attuale giunta prima voleva eliminare, poi ha lasciato, ma senza grandi prospettive di poter costruire. Insomma indecisioni, poco impegno, faciloneria e continui rinvii, che rischiano di portarci all’emergenza. Luca Margheri Capogruppo Lista Civica “Cambiamo, Insieme!”












