Borgo San Lorenzo

Sciopero a scuola a Borgo. La Cgil replica ai professori dissociati

sciopero scuola 3

La Cgil replica ai professori mugellani che, dissociatisi dallo sciopero delle scorse settimane, avevano inviato una lettera, con le loro motivazioni, a OK!Mugello (clicca qui). Afferma ora la Cgil: In seguito alla lettera pubblicata sul vostro sito lo scorso 15 maggio ci corre l’obbligo di intervenire sulla questione dell’IC Borgo San Lorenzo: poiché sono principalmente i lavoratori a essere chiamati in causa, le scriventi organizzazioni sindacali, che quei lavoratori rappresentano, intendono puntualizzare alcune questioni, nella lettera omesse e non correttamente riportate. Per sgombrare il campo da inaccettabili illazioni, in premessa teniamo a precisare che è proprio grazie all’interessamento di queste organizzazioni sindacali se l’apparato ATA della scuola (amministrativi e collaboratori scolastici), oltre a non aver subito decurtazioni rispetto a quello precedentemente in dotazione presso la Direzione Didattica e la Scuola Media, ha avuto anche un lavoratore in più, sebbene in part-time. A seguito dell’accorpamento, infatti, per farraginosi meccanismi legati a tabelle ministeriali previste dalla legge, i numeri di questa tipologia di personale sarebbero stati addirittura inferiori. Per passare alle questioni che ci preme maggiormente sottolineare, il personale ATA fin dallo scorso settembre si è rivolto a noi per chiedere aiuto e sostegno, e non certo per scarsa esperienza, bensì perché lasciato in una situazione di drammatica incertezza e disorganizzazione dalla Dirigente Scolastica. Un esempio su tutti: la DSGA – ingiustamente attaccata dagli anonimi docenti – ha sempre predisposto in tempo utile tutti gli atti di sua competenza, ma tali atti sono stati resi esecutivi dalla Dirigente Scolastica solo a febbraio, dopo l’avvio della mobilitazione dei lavoratori. In un istituto scolastico, infatti, è la D. S. la figura-chiave intorno cui devono ruotare tutte le altre: suoi devono essere gli atti d’indirizzo, le disposizioni organizzative e le indicazioni pratiche; suoi il supporto, il coordinamento e le responsabilità connesse alle decisioni da prendere. Niente di tutto ciò è avvenuto: solo indicazioni vaghe, caotiche e contraddittorie, accompagnate da comportamenti non sempre consoni al ruolo, tanto che ci sono stati ben tre episodi di malori e attacchi di cuore fra le lavoratrici degli uffici. Altrettanto destituite di fondamento sono le affermazioni riguardanti i docenti: essi sono rappresentati come intenzionati a portare avanti a tutti i costi i propri progetti, anche in violazione delle regole, mentre la Dirigente Scolastica appare paladina della legalità, impegnata a non permettere forzature sulla normativa scolastica. Se fosse stato così, saremmo state noi organizzazioni sindacali per prime a schierarci al suo fianco, in quanto il rispetto delle regole costituisce uno dei nostri tratti distintivi. È andata esattamente all’opposto: la D. S., appellandosi a norme e circolari non più attuali e interpretate in modo distorto, ha impedito con procedure illegittime e arbitrarie attività e progetti regolarmente inseriti nell’offerta formativa, ha violato le più recenti disposizioni ministeriali che riguardano le Attività Alternative alla Religione Cattolica (fatte iniziare con circa quattro mesi di ritardo, violando così il diritto degli alunni), non si è premunita di trovare docenti supplenti a supporto dell’offerta formativa. L’IC di Borgo non è stato né il primo né l’unico istituto comprensivo di recente nomina che ha dovuto affrontare un avvio difficoltoso, ma in nessun caso si è visto un tale disastro. Tutto è stato tentato per illustrare alla Dirigente Scolastica le ragioni di docenti e personale ATA: incontri con le RSU e i rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali, lettere e richieste scritte, documenti, perfino l’amministrazione provinciale ha inviato un’ispettrice per suggerire alla Dirigente le indicazioni cui attenersi. Tutto è stato vano, nessuna apertura è venuta da lei, che, invece, avrebbe dovuto mettersi in ascolto, promuovere il dialogo, stemperare gli animi e dare segnali concreti di accoglienza delle istanze dei lavoratori. Essere arrivati allo sciopero del 2 maggio non è stato pertanto frutto di una «linea di totale chiusura» da parte dei lavoratori, ma l’esito di un percorso consapevole e responsabile, basato su cinque assemblee sindacali, un tentativo di conciliazione con ben due incontri presso la Prefettura di Firenze e altrettanti presso l’amministrazione scolastica provinciale. L’aspetto che in conclusione ci preme sottolineare è che gran parte di questo percorso ha visto protagonisti lavoratrici e lavoratori, che, insieme a moltissimi genitori, ci hanno messo la faccia in prima persona: alcuni sacrificando tempo, energie e anche una giornata di stipendio; altri, venendo a spiegare davanti a oltre un centinaio di genitori le ragioni per cui non avrebbero aderito allo sciopero, pur condividendone i motivi. In ogni modo tutte le persone che si sono esposte hanno dimostrato un attaccamento profondo e sincero alla propria scuola; altrettanto non possiamo dire per chi attribuisce responsabilità a colleghi e altro personale scolastico, senza che la sua identità sia nota. Firenze, 17 maggio 2019 Firmato: FLC CGIL Paola Pisano CISL SCUOLA Claudio Gaudio GILDA UNAMS Silvana Boccara

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