Sciopero della scuola a Borgo. La posizione dei professori dissociati

Redazione OK!Mugello

Una lettera molto interessante a OK!Mugello

Sciopero della scuola a Borgo. La posizione dei professori dissociati

Sciopero della scuola a Borgo. La posizione dei professori dissociati
15/05/2019

Una lettera che arriva alla redazione di OK!Mugello da parte di alcuni docenti della scuola secondaria di prime grado di Borgo San Lorenzo sullo sciopero che lo scorso 2 maggio ha coinvolto i plessi dell’Istituto Comprensivo di Borgo San Lorenzo: Gentile Redazione, siamo un gruppo di docenti della Scuola Secondaria di primo Grado di Borgo San Lorenzo che fanno parte di quel 70 % del personale dell’Istituto Comprensivo che non ha aderito allo sciopero “contro la Dirigente” dello scorso 2 Maggio. Dissociandoci da questa linea di totale chiusura, ci teniamo a motivare la nostra posizione, con lo scopo di fornire il quadro di una situazione molto più variegata di quanto è stata finora presentata.

Una prima e fondamentale riflessione riguarda la costituzione dell’attuale Comprensivo: da un’unica scuola siamo passati all’unione di 11 plessi, dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Secondaria di Primo Grado, gestiti da un’unica dirigente.

Un bel colpo è stato assestato anche alla Segreteria: se per un’unica scuola avevamo 5 addetti, per 11 plessi diversi oggi ne abbiamo 10.

Non bastasse questo, la DSGA (il ruolo del Dirigente Amministrativo, DSGA, è importantissimo all’interno di un istituto scolastico, forse è il più determinante e centrale) della “Giovanni della Casa” è andata in pensione al termine dello scorso anno scolastico dopo aver prestato un lungo servizio nella nostra Scuola Secondaria, ed è stata sostituita da “una facente funzione” che, seppur indubbiamente molto preparata, non ha potuto usufruire di una esperienza così lunga e dettagliata per affrontare un ruolo così complesso. Il Consiglio di Istituto nel precedente anno scolastico e gli ATA nelle assemblee sindacali avevano già palesato grande preoccupazione senza peraltro ricevere risposte adeguate: forse la perdita di quei posti di lavoro e le difficoltà susseguenti non erano “interessanti” come invece le recenti proteste?

L’attuale Dirigente si è trovata quindi a gestire una situazione del tutto nuova nella quale, inoltre, non ha potuto contare, come i predecessori, su una segreteria collaudata e neppure su chi aveva rivestito per un lungo periodo il ruolo di Collaboratore, di Funzione Strumentale e di Referente.
All’inizio dell’anno scolastico la Dirigente ha sollevato alcune perplessità sul progetto “I Care”, proposto per l’anno scolastico in corso per le classi a tempo prolungato, ed ha richiamato la riflessione su alcuni aspetti organizzativi che sembravano non coincidere con le normative scolastiche. La Dirigente ha più volte dichiarato la sua disponibilità ad un confronto che potesse portare ad una conciliazione delle diverse posizioni senza pero’ forzare in alcun senso la normativa in materia. Nonostante ciò, alcuni docenti, non vedendo riconosciuto il progetto “I Care” nella sua interezza, hanno ritenuto scelta migliore non rendersi disponibili ai molteplici incarichi che invece avevano svolto negli anni passati con estrema competenza, generando così nell’immediato un vuoto organizzativo.

A questo punto altri docenti, considerando come priorità il diritto degli alunni all’apprendimento in un ambiente funzionale e connotato da relazioni serene, si sono resi disponibili ad assumere gli incarichi necessari all’organizzazione didattica. In questo modo i progetti approvati nel Collegio Docenti e inseriti nel PTOF, le attività di orientamento, di alfabetizzazione, le uscite didattiche programmate da ogni Consiglio di Classe sono stati regolarmente svolti. Allo stesso modo, con serenità e senza che i ragazzi percepissero disagio, si sono svolte le pur onerose prove INVALSI e tutte le attività quotidiane possibili e immaginabili.
Infine, pur rispettando il diritto di ognuno a manifestare la propria posizione, riteniamo comunque deontologicamente e didatticamente molto discutibile il coinvolgimento diretto dei nostri alunni nella protesta, coinvolgimento che rischia di ledere la loro fiducia nell’Istituzione Scolastica.
Pensiamo che la strada da percorrere, per costruire questo Istituto Comprensivo, sia quella del dialogo, anche quando questo sembra difficile. Un dialogo aperto, costruttivo, che permetta di trovare soluzioni condivise ai problemi, di ricomporre le divergenze, per il bene dei ragazzi e di una scuola che a tutti noi sta a cuore.

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3 commenti

  1. nonnoBeppe ha detto:

    Del tipo. Io non mi sento rappresentato ma mi ci avete indicato con la forza. Quest’ preside, comunque, se la è cercata!

  2. Catiuscia ha detto:

    Ci vuole coraggio a difendere l’indifendibile, visto anche il comportamento di ieri sera al consiglio di istituto, che vergogna nel paese di don milani, questo è il mio pensiero.

  3. Matilde ha detto:

    La verità sta nel mezzo, mi sa che vale anche questa volta. Siamo in un epoca in cui si demonizza tutto e tutti, c’è sempre il nemico da trovare. Troppo facile, mi fa venire in mente la caccia alle streghe! Ognuno avrà le sue colpe, ma uno solo mi sembra esagerato

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