Sabato scorso 28 febbraio 2026 si è tenuto nell’Auditorium del Liceo don Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo un significativo convegno di ordine nazionale sulle terapie e nuove metodiche di trattamento della malattia del Parkinson; un tema davvero inedito ed importante per il nostro territorio. Questo incontro è stato organizzato dal gruppo “Almarei” e dalla cooperativa di infermieri “Libera”, in collaborazione con l’associazione “Un Gancio al Parkinson” di Firenze, per parlare della malattia di Parkinson e dei nuovi trattamenti non farmacologici. Una nuova metodica di trattamento, che è stata ormai validata a livello internazionale, consiste ad esempio nell’applicazione della disciplina della boxe ai pazienti affetti da questa malattia.
Presenti molti studenti del Liceo mugellano accompagnati dai loro docenti (presenti fra gli altri medici, fisioterapisti, infermieri, personale ospedaliero ed altri). Dopo il saluto istituzionale delle autorità amministrative, presente il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli e il direttore della SDS (Società della Salute) Marco Brintazzoli, il consigliere regionale della Sanità Serena Spinelli, il dott. Stefano Chivetti, direttore generale Ambulatori Auxilium Gruppo Almrei, con il suo vice Leonardo Boni, uno dei fautori di questo convegno, ha presentato via via in ordine cronologico al foltissimo pubblico i relatori ufficiali.
Ognuno nel loro specifico settore ha illustrato le ragioni di questo convegno entrando nella particolarità della malattia del Parkinson in tutte le sue sfaccettature storiche, professionali, con ricerche, metodi, soluzioni etc., etc. Affinché ne resti testimonianza, almeno in sede giornalistica, ecco i relatori, il loro grado professionale, il loro tema, che si sono succeduti sul proscenio dell’Auditorium.
Dunque, dott. Maurizio Bertoni, presidente associazione “Un Gancio al Parkinson” (Boxe Neurocognitiva. Un approccio terapeutico al Parkinson); dott.ssa Silvia Ramat, Responsabile della Perkinson Unit – AOC Careggi (La malattia Parkinson strategie personalizzate); dott. Duccio Bacci, Neurologo – Ospedale Santa Maria Annunziata – Asl Toscana Centro (La malattia Parkinson: una storia in continuo movimento); dott.ssa Federica Vannetti, Ingegnere Biomedico – Fondazione Don Gnocchi (Tecnologie innovative nella riabilitazione del Parkinson); prof. dott. Claudio Macchi, Geriatria-Cardiologo, Università di Firenze – Fondazione Don Gnocchi (Studio epidemiologico sugli ultranovantenni del Mugello – Mugello Day); prof. Dustin R. Grooms, Neuronuscolar Biomechanics and Healt Assessment Laboratory, Università dell’Ohio – USA – Professore di Neuroscienze cliniche e ortopedia (intervento in teleconferenza – l’importanza degli esercizi del Parkinson); dott.ssa Alessandra Anzolin, Spaulding Reabilitation Hospital, Università di Harvard – USA. Intervento in teleconferenza (Progetto di esercizi in realtà aumentata nei pazienti con malattia di Parkinson); dott. Jacopo Carocci, dottore in scienze motorie, associazione “Un Gancio al Parkinson” (La Sessione di boxe Neurocognitiva).
Inutile ricordare che tutti gli interventi, seguiti con particolare attenzione, sono stati molto applauditi, e non poteva esser diversamente. Un convegno questo che ha davvero nobilitato la sanità mugellana.
Una nota curiosa in più per quanto riguarda Borgo San Lorenzo. Infatti due relatori hanno avuto parenti e stretti congiunti nella nostra cittadina. La dott.ssa Silvia Ramat era nipote del magistrato dott. Marco Ramat, per oltre dieci anni Pretore Mandamentale di Borgo San Lorenzo. La famiglia del Pretore Ramat abitava – si dice il caso – in via Leonardo da Vinci al civico 20, nel quartiere dove abita da molti anni lo scrivente di queste note.
La dott.ssa Federica Vannetti, abitante a Barberino di Mugello, è figlia di Gigliola Gigli, antica famiglia borghigiana, il cui nonno Antonio Gigli, per oltre 40 anni, è stato responsabile dell’Ufficio Anagrafe del Comune borghigiano e la nonna Maria Pieri è stata ostetrica comunale. Antonio Gigli, nonno di Federica, fu colui che insieme a don Ugo Corsini falsificò i documenti ad una famiglia ebrea (babbo, mamma e due bambini) che si era rifugiata a Borgo San Lorenzo durante la guerra, salvando così le loro vite. Il suo nome, unitamente a quello del Pievano don Corsini, è impresso sulle lastre di pietra nel viale Yad Vashem dei Giusti delle Nazioni a Gerusalemme.
Tanta bella storia.

L’auditorium del Liceo “Don Giotto Ulivi”

Alcuni relatori, dirigenti e amministratori sul proscenio dell’Uuditorium del Liceo
(Foto cronaca di A. Giovannini)
Un momento del convegno










