Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere della magistratura si è concluso nel Mugello con una netta affermazione del No. In linea con il trend nazionale, i cittadini del territorio hanno respinto la riforma con percentuali che superano il 60% in quasi tutti i centri principali. L’affluenza media nel comprensorio si è attestata intorno al 68%, un dato significativamente superiore alla media nazionale.
A livello locale, il comune di Vaglia ha fatto registrare la partecipazione più alta con il 74,89% degli aventi diritto. Seguono Borgo San Lorenzo con il 69,17% e Scarperia e San Piero con il 68,82%. La Toscana e la provincia di Firenze si confermano aree a forte vocazione alla partecipazione civile, con il capoluogo che ha raggiunto il 71,31% di votanti.
Nei centri maggiori, il No ha ottenuto distacchi ampi: a Borgo San Lorenzo ha raggiunto il 65,63% (6.379 voti), mentre a Barberino di Mugello si è attestato al 65,61%. Percentuali simili si sono registrate a Vicchio (68,19%), Scarperia e San Piero (67,66%) e Dicomano (64,81%). Il distacco tra i due schieramenti è risultato più contenuto nei comuni dell’Alto Mugello, come Marradi e Firenzuola, dove il No ha prevalso rispettivamente con il 52,62% e il 53,21%.
Il quesito riguardava la legge costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati, la creazione di due Csm distinti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Trattandosi di un referendum confermativo, non era richiesto il raggiungimento del quorum: l’esito è dunque pienamente valido e sancisce il blocco della riforma.
I dati definitivi dell’area confermano il Mugello come un territorio con un orientamento politico compatto, dove il rifiuto della proposta governativa è stato espresso in modo omogeneo tra i diversi nuclei urbani. Le operazioni di spoglio si sono svolte regolarmente oggi 23 marzo, confermando le proiezioni della serata precedente.













