Le Società della Salute sono da ‘rottamare’? La risposta è un netto “no” che giunge dall’ente interessato, che dichiara: “sono invece da consolidare e potenziare, per assicurare servizi essenziali a famiglie e cittadini”. Questa in estrema sintesi la posizione espressa in una nota della Società della Salute Mugello che entra nel dibattito che si è aperto in Toscana su riorganizzazione e prospettive sul sistema di integrazione delle attività sanitarie e sociosanitarie.
La SdS Mugello non condivide “assolutamente i giudizi circolati sulla stampa che descrivono queste società come ‘carrozzoni’ mai partiti, ritenendo questi giudizi il frutto di analisi generiche, non documentate e impropriamente collegate al Decreto Legge sulla Spending Review”.
“L’intuizione della nostra Regione, che ci ha consentito di realizzare un’originale modalità di integrazione dei servizi, mantiene per noi tutta la sua attualità”. Perciò, per evitare “facili semplificazioni e strumentalizzazioni” ma invece esprimere un giudizio oggettivo, occorre “prevedere una rapida e rigorosa fase di valutazione, individuando appositi indicatori sociosanitari, degli esiti di tali esperienze. Troviamo veramente sconcertante – si legge nel documento della giunta della SdS Mugello, guidata dalla presidente Ida Ciucchi – sia il demagogico collegamento operato ad ipotetici sprechi ed inefficienze che giustificherebbero l’abbandono del modello, che il proliferare di dibattiti, ricette, conclusioni al di fuori di ogni relazione istituzionale”.
La giunta della SdS Mugello dà, e riconferma, un giudizio positivo sulla propria esperienza. Ricorda come sia stata “la prima in Toscana a gestire i servizi sociali sin dal 2007 e tra le sei zone-SdS pilota della Regione per la gestione dei servizi sociosanitari di cui al fondo regionale per la non autosufficienza, fase poi confluita a regime nella LR 66/2008”. E rivendica di aver adottato un sistema organizzativo “costruito sull’esigenza di rispondere ai bisogni dei cittadini in termini di appropriatezza delle prestazioni/servizi con regole e costi uguali su tutto il territorio del Mugello, a prescindere dal Comune di residenza. In tal modo è stata superata la frammentazione esistente rispetto alle, significativamente diverse, quote procapite di spesa sociale in essere al 2008 ed anche approvando un regolamento unico (rispetto quelli in vigore per ciascun Comune) per l’accesso al sistema integrato di interventi sociali e sociosanitari”.
Con una rete di sportelli sociali e ‘punti insieme’, anche infermieristici, presidi sanitari, un servizio sociale integrato che segue le persone attraverso progetti individuali, e una organizzazione che ha evitato duplicazioni di funzioni e portato a contenimento dei costi.
Insomma, la SdS Mugello rivendica d’aver realizzato concretamente, con gestioni positive ed efficienti, un’integrazione vera tra servizi sociali e sanitari territoriali, a beneficio dei cittadini. Per le persone non autosufficienti, in particolare, come gli anziani fragili, sono stati finora 1500 i “piani assistenziali personalizzati correlati sia ai bisogni delle persone che alle risorse disponibili. Il nostro progetto in cui – ed è una tra le poche armi vincenti in questi tempi terribili – è stato sempre coinvolto il mondo della partecipazione, vede un ruolo attivo delle famiglie, invitate a condividere il progetto personalizzato, con l’obiettivo di una maggiore appropriatezza non come un fatto solamente tecnico ma anche etico”.
Con questi principi “è stato ad esempio ridotto sino al 35% il pacchetto di isorisorse previsto dal progetto regionale, aumentata la compartecipazione dei cittadini e prevista la concessione dei benefici solo alle persone con livello di isogravità 4 e 5 in assenza di ricorsi”.
Sarebbe, allora, un “gravissimo errore, anche nella mera prospettiva del contenimento dei costi – avverte la giunta -, ipotizzare la separazione dei percorsi socio assistenziali e socio sanitari. Siamo sicuri – si legge nel documento – che questa miopia, affrontata e superata ormai storicamente dalla nostra Regione, che non a caso ha lavorato su strumenti programmatori fondamentali unici, non tornerà a prevalere”.
Del resto, “costituisce ormai un valore – tiene a sottolineare la giunta-, salvaguardare il principio della reale integrazione sociosanitaria come esempio nel contempo di equità e vantaggio per le persone e strumento indispensabile per la riduzione della spesa insieme al responsabilizzante coinvolgimento delle comunità tramite gli organismi della partecipazione e delle forze sociali.
Non a caso, fare rete è stata la parola d’ordine della SdS del Mugello – conclude la giunta – per riaffermare il ruolo strategico del territorio, riconoscendo come protagonisti del percorso sia i nostri cittadini che gli operatori”.