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Referendum Giustizia: anche in Alto Mugello mobilitazione per il Sì. Cronaca degli incontri di Marradi e Firenzuola

Doppia iniziativa a Firenzuola e Marradi per illustrare le ragioni del Sì al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere

Referendumsi26sx: Gurioli e Zoppini mentre a dx L'on. Mazzetti, Saverio Zeni e Barbara Felleca

Venerdì 13 marzo è stata una giornata cruciale per l’informazione referendaria in Alto Mugello, con due importanti appuntamenti dedicati alle ragioni del Sì in vista della consultazione sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Gli incontri, svoltisi a Marradi nel pomeriggio e a Firenzuola in serata, hanno approfondito i temi della riforma costituzionale che mira a trasformare l’assetto della magistratura italiana.

Marradi: un taglio informativo al Caffè Centrale

Nel pomeriggio, il Caffè Centrale di Marradi ha ospitato un incontro pubblico organizzato da Fratelli d’Italia. All’evento hanno partecipato il consigliere regionale Matteo Zoppini, il coordinatore locale Fabio Gurioli e Fabio Ceseri. L’incontro, che ha visto la partecipazione di vari cittadini, ha avuto un carattere prevalentemente divulgativo.

I relatori hanno spiegato che il referendum è di tipo confermativo e senza quorum: l’esito sarà deciso dalla semplice maggioranza dei voti validi. Il fulcro della discussione è stata la distinzione definitiva tra magistratura giudicante e requirente, affinché la scelta tra il ruolo di giudice e quello di pubblico ministero avvenga all’inizio della carriera. È stata inoltre illustrata la proposta di suddividere il CSM in due organi distinti e l’introduzione di un’Alta Corte disciplinare per valutare eventuali errori dei magistrati, pur ribadendo che l’articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire l’autonomia della magistratura.

Firenzuola: in Sala Consiliare per il “Garantismo”

In serata, l’attenzione si è spostata alla Sala del Consiglio di Firenzuola per l’evento del comitato “Sì Riforma”, aperto dal saluto del sindaco Giampaolo Buti. Davanti a un pubblico attento, l’onorevole Erica Mazzetti, l’avvocato Barbara Felleca e Saverio Zeni hanno sviscerato i punti politici e tecnici della riforma.

L’onorevole Mazzetti ha sottolineato come l’obiettivo sia una giustizia più giusta per tutti i cittadini, eliminando l’eccessiva vicinanza tra chi accusa e chi deve giudicare. Ha inoltre posto l’accento sulla necessità di limitare la custodia cautelare, ricordando come troppi innocenti finiscano in carcere in attesa di giudizio. Sul tema del sorteggio per i membri del CSM, Mazzetti ha difeso la scelta come un modo per ridurre il peso delle correnti, valorizzando l’alta qualità professionale di tutti i magistrati.

L’avvocato Barbara Felleca ha fornito un’analisi tecnica, respingendo le critiche di chi parla di “deriva autoritaria”. Ha spiegato che la riforma completa il passaggio al sistema accusatorio iniziato nel 1988, garantendo che il giudice sia non solo imparziale, ma realmente terzo rispetto all’accusa. Felleca ha chiarito che la creazione di due CSM (uno per i giudici e uno per i PM) è una conseguenza logica della separazione delle carriere e che entrambi rimarranno presieduti dal Presidente della Repubblica.

La testimonianza: il caso di “malagiustizia” di Giulio Grifoni

Il momento più toccante della serata di Firenzuola, introdotto da Saverio Zeni, è stata la testimonianza di Giulio Grifoni. Imprenditore di Borgo San Lorenzo, Grifoni ha raccontato la sua odissea giudiziaria durata 40 anni, iniziata negli anni ’80 con il fallimento dell’acquisizione dell’azienda Bertolli a causa di un assegno contestato di 40 milioni di lire.

Nonostante sia stato riconosciuto innocente, Grifoni ha perso le sue aziende e i suoi dipendenti. Ha denunciato le criticità del sistema attuale, riferendo di essere incappato in un giudice onorario che, secondo la sua versione, non avrebbe avuto le competenze per trattare una causa di tale entità. Grifoni ha sostenuto che se fossero esistiti i due CSM distinti previsti dalla riforma, il suo caso avrebbe potuto trovare una risoluzione diversa a livello centrale, evitando lo stallo in sede locale.

L’incontro si è concluso con un appello corale al voto: un invito a informarsi e a partecipare attivamente per determinare, con un “Sì”, un cambiamento profondo nel sistema della giustizia italiana.

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