Non erano per niente rapinatori improvvisati quelli entrarono in azione lo scorso ottobre (era mercoledì 26) alla banca Credito Cooperativo (filiale di Luco) e che furono poi arrestati dai Carabinieri del Mugello a Barberino mentre cercavano di fuggire. Messi ai domiciliari a Palermo (loro luogo di residenza) due di loro sono stati infatti riconosciuti colpevoli anche di un’altra rapina (fotocopia per modalità di esecuzione) avvenuta in settembre nei dintorni di Palermo. Anche in quel caso erano entrati in banca e avevano minacciato di morte il cassiere, facendosi consegnare il denaro e riuscendo poi a fuggire (cosa che non è riuscita loro, invece, in Mugello). Poi, nelle settimane successive, si erano spostati in Mugello insieme ad un altro complice, seguendo le indicazioni di uno di loro che aveva già frequentato il nostro territorio. Per il resto la storia è nota: una volta entrati in banca a Luco, pur disarmati, avevano minacciato il personale mentre uno di loro, invece, era rimasto bloccato fuori dalla porta automatica. Tutti però, disturbati dall’arrivo di persone che avevano dato l’allarme, erano fuggiti a mani vuote. Nel frattempo erano stati chiamati i Carabinieri che, grazie ad un’azione coordinata, avevano allertato le pattuglie di Barberino che avevano bloccato i malviventi mentre tentavano di entrare in autostrada e far perdere le proprie tracce. Portati a Palermo ai domiciliari sono stati però individuati come responsabili anche dell’altra rapina. E dai carabinieri di Borgo si fa notare come questo tipo di rapinatori scelga in modo consapevole di non utilizzare armi, per rischiare il meno possibile in caso di arresto.
Rapinarono banca a Luco. Avevano già colpito in Sicilia, uguali modalità












