Mugello

Publiacqua, tariffe e aumenti. Lettera di un lettore

Perdita sulla strada per le Caselle

Da un lettore riceviamo una lettera, che pubblichiamo, sul tema della gestione delle tariffe da parte di Publiacqua – Buongiorno Redazione, vorrei, tramite le Vs. pagine web, evidenziare a coloro che, distratti dai loro problemi, provvedono al pagamento delle bollette di Publiacqua s.p.a., SENZA PRESTARE TROPPA ATTENZIONE AI DETTAGLI DEL CALCOLO, l’esorbitante, incredibile nuovo aumento delle tariffe di cui veniamo avvisati, con effetti retroattivi al 01/01/2018, nella loro ultima fattura, in arrivo in questi giorni nelle nostre case. Invocando una sedicente Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che sospetto essere composta dagli stessi personaggi che muovono le fila in Publiacqua, si è provveduto a ritoccare, adesso, a fine Novembre 2018, le tariffe del 2018, già emanate e definite come valide per il 2018 nel Gennaio 2018. E che ritocco! Confrontando le tariffe di inizio anno (già superiori del 7% circa rispetto a quelle del 2017) con queste ultime del Novembre 2018, MA CHE SARANNO RETROATTIVAMENTE APPLICATE DALLO 01/01/2018, si determina facilmente un RINCARO DEL 160% per quei consumi che rientrano nei valori del primo scaglione delle primitive tariffe; proprio questo primo scaglione, quello al quale nessuno può esentarsi, risulta il più penalizzato. Se analizziamo i valori dei consumi limite dei vari scaglioni e le corrispondenti tariffe, salta evidentissima agli occhi, la volontà di colpire pesantemente coloro che presentano i consumi minori, cioè coloro che riescono a stare negli scaglioni più bassi, coloro cioè che hanno fatto propri gli inviti e i suggerimenti a limitare il proprio consumo del bene pubblico “acqua”. Costoro, invece che essere gratificati, sono invece penalizzati, rispetto a coloro che presentano i consumi più elevati. Infatti, coloro che consumano più di 200 metri cubi annui, con le nuove tariffe pagheranno 3,33 euro/metrocubo, contro i 5,29 euro/mc delle “vecchie” tariffe. Anche l’ampiezza degli scaglioni si è ristretta, ripetto ai precedenti valori, cosicchè sarà molto più facile “sforare” nello scaglione successivo, con evidente aggravio economico per l’utente, ma con conseguente, equivalente vantaggio per il gestore. Infine vorrei accennare alla sospetta coincidenza temporale tra le iniziative di ritorno alla gestione Comunale della risorsa idrica e questa manovra che fa pensare ad un colpo di coda, volto a monetizzare quanto più possibile da parte dell’attuale gestore.  

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