
Il disastro di Lungarno Torrigiani, a Firenze, ha mostrato al mondo intero quale possa essere il risultato di politiche e pratiche gestionali votate solo alla produzione di utili. Sì, perchè anche quest’anno sono mancati investimenti e interventi indispensabili nel territorio gestisto da Publiacqua, ma non sono mancati gli utili: 20 milioni, spartiti tra i soci pubblici e privati. Una voragine nel cuore della città-capoluogo, ma in tutte le zone servite da Publiacqua si tocca con mano quanto sia peggiorata la qualità dell’acqua, quanto inquinanti di ogni genere la rendano pericolosa per la salute umana e dell’ambiente, quanto una risorsa vitale sia sprecata grazie a reti colabrodo e a manutenzioni non fatte. Per non dire di fognatura e depurazione, talvolta inesistenti, spesso inefficienti e addirittura fonti di inquinamento, in tanti casi. E, ancora, quante ingiustizie e vessazioni siano perpetrate a danno dei cittadini, pure costretti a pagare tariffe esose per un servizio sempre più scadente. E’ una stessa unica logica quella che grava e danneggia la collettività intera: la logica del mercato e del profitto, la logica dello sfruttamento, della speculazione. D’altra parte, registriamo negli amministratori locali, nonché soci di Publiacqua, solo compiacenze e favori nei confronti del socio privato: l’unico a dettare legge, l’unico a segnare e manovrare la gestione aziendale, in base al proprio esclusivo tornaconto. Anche per il futuro, a scadenza della convenzione, si sta preparando il terreno, impunemente. Come cittadini, sosterremo le iniziative del “semestre rosso”, a cominciare dallo sciopero indetto per il prossimo 18/07. Fianco a fianco con le lavoratrici e i lavoratori di Publiacqua. E, di più, siamo pronti a creare altri interventi che ci troveranno comunque uniti. Sì, l’orizzonte è il medesimo, è quello che nel 2011 ha portato alla grande vittoria referendaria. E’ una gestione del servizio idrico in cui cittadini e lavoratori siano protagonisti negli indirizzi e nei controlli: una gestione dell’acqua, equa, democratica e partecipata.












