Mugello

Publiacqua? Anche Mille Rivoli condanna la proroga al 2024

Bivigliano. Tornate attive le pompe, il sindaco: Acqua entro le 20

Mentre la varie ‘Conferenze’ degli ex Ato che compongono il territorio dell’Autorità Idrica Toscana stanno votando se concedere o meno la proroga fino al 2024 a Publiacqua (quella che riguarda anche il Mugello, ossia dell’Ato 3 Medio Valdarno, che si è tenuta nei giorni scorsi ed ha votato a stragrande maggioranza in favore della proroga rispetto alla scadenza naturale del 2021 della convenzione). Il gruppo Mille Rivoli, Cittadini Mugellani per la Difesa dell’Acqua e del Territorio ci invia la seguente nota sul rispetto dell’esito del referendum del 2011, che aveva votato appunto in favore della ripubblicizzazione dell’acqua (bisogna tenere conto che Publiacqua è una società pubblica e partecipata dai Comuni al 60% – quello di Firenze ha il 22% – mentre è privata per il 40% – Acea e Suez-): Rimandato tutto al 2024 Il consueto aiuto ai privati, l’ennesima penalizzazione della democrazia e della volontà popolare. Si perché la gente, nel 2011, attraverso un referendum, si era chiaramente espressa in favore della pubblicizzazione dell’acqua, in difesa di questo preziosissimo, inestimabile patrimonio che dovrebbe essere  un bene comune, non una merce. È inaccettabile che le amministrazioni continuino a disattendere le legittime rivendicazioni dei propri cittadini, che non garantiscano il rispetto di scelte fondamentali come questa. Se non fosse tragico, farebbe quasi sorridere il fatto che alcuni Comuni abbiano approvato la proroga (Borgo San Lorenzo) o addirittura disertato (Sesto Fiorentino) la Conferenza dei Sindaci dopo essersi dichiarati a favore della pubblicizzazione dell’acqua. Tuttavia alcuni primi cittadini (Vaglia) erano riusciti a proporre alternative concrete e fattibili in cui non si andasse per forza incontro ad aumenti per i consumatori o le amministrazioni. ignorati. Le due singole opzioni paventate dal Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana sono state: valutare se arrivare alla scadenza naturale del 2021 con aumenti  “inevitabili” in bolletta, o “scegliere” la proroga fino al 2024 garantendo alle Amministrazioni investimenti maggiori e agli utenti sei anni di blocco delle tariffe. Eppure l’acqua pubblica esiste già in alcuni comuni d’Italia. Ad esempio a Zeri in Lunigiana, Berceto in Emilia, Saracena in Calabria o a Napoli (dove è stata creata: “Acqua Bene Comune”, un’azienda speciale di diritto pubblico senza scopo di lucro) a dimostrazione del fatto che è possibile anche una gestione del bene non guidata da una S.p.a. e quindi non vincolata al bisogno di generare profitto. Una gestione libera di poter investire i dividendi ad esempio nel riammodernamento della rete idrica anziché ridistribuirli tra gli azionisti. E di lavori in Toscana sembra ne servano parecchi. Secondo dati regionali 1 , nei comuni serviti da Publiacqua si arriva a perdere circa il 40% della risorsa e la qualità dell’acqua è, purtroppo, tra le più basse. Non importa nemmeno specificare, invece, che le nostre tariffe sono tra le più care. Un ringraziamento a tutti i Comuni(31 su 40)  che hanno ignorato le voci delle persone e prorogato questo costoso colabrodo.

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