Cioccolandia il giorno dopo (o qualche giorno dopo), ed è polemica. La solleva (in maniera forte e decisa) un artigiano cioccolatiere di Firenze; che per la prima volta era giunto a Borgo per partecipare alla fiera. E non un artigiano qualsiasi; perché si tratta di Claudio Pistocchi, presidente di Cna alimentare Firenze. Ma che, sono parole sue pubblicate su facebook prima e in una lettera aperta poi, ha trovato Una struttura composta di due diversi tendoni, non collegati fra di loro, vergognosamente luridi, pieni di buchi sul tetto e sulle giunture (alcuni grandi più di una mano), con le pareti non collegate al tetto ed esposte alle intemperie, con dentro ancora il parcheggio delle biciclette (biciclette incluse). Naturalmente OK!Mugello è più che aperto e disponibile a pubblicare la replica da parte dell’amministrazione o di Confesercenti (organizzatori della manifestazione). Ed anzi abbiamo provato a contattare l’assessore competente ed il primo cittadino. Che, anche per i loro impegni istituzionali, non ci hanno potuto rispondere. Riproveremo, e comunque daremo spazio alla loro replica. Ecco comunque il testo della lettera di protesta dell’artigiano:
siamo con la presente a denunciare quanto accaduto in Piazza Garibaldi a Borgo San Lorenzo sabato mattina. Inizio dicendo che da diversi anni ci invitate regolarmente alla Festa del Cioccolato che organizzate a Borgo. Purtroppo (ma stante i fatti direi per fortuna) non abbiamo mai potuto accettare il Vostro invito per impegni pregressi. Questo anno invece lo abbiamo ricevuto per tempo ed abbiamo accettato. Ovviamente abbiamo rifiutato altri inviti per poter essere da Voi, immagino non sia difficile capirlo. Sveglia alle 5 e partenza per Borgo. Alle 6,30 eravamo in Piazza Garibaldi. Quello che ci si è presentato agli occhi è onestamente avvilente, inverosimile ed ingiustificabile. Una struttura composta di due diversi tendoni, non collegati fra di loro, vergognosamente luridi, pieni di buchi sul tetto e sulle giunture (alcuni grandi più di una mano), con le pareti non collegate al tetto ed esposte alle intemperie, con dentro ancora il parcheggio delle biciclette (biciclette incluse). A scanso di equivoci e di tardive, puerili scuse o dinieghi, abbiamo un ampia documentazione fotografica che è già sul web da sabato mattina e che ha già suscitato il giusto pubblico schifo. Onestamente un simile pressapochismo non ci è mai capitato negli anni passati, e si che di eventi ne facciamo davvero tanti. Abbiamo rimostrato le nostre perplessità al Sig. Tommaso ed al referente di Confesercenti sul posto, ottenendo risposte evasive e rimpalli di responsabilità tutte a carico dell’Amministrazione Comunale che pareva essere colei che si sarebbe incaricata di allestire quella specie di pollaio. Stabilito che le condizioni igienico-sanitarie erano ben al di sotto della soglia minima (sia di Legge che di buon senso) abbiamo preferito non partecipare a tale evento evitando di mettere il nostro nome/Marchio dentro a una simile struttura e siamo tornati sui nostri passi, gettando al vento due giornate lavorative e una trentina di litri di cioccolata che avremmo servito. Certo poca cosa rispetto ai tanti problemi del mondo, ma per noi piccoli Artigiani è un bel danno. Ci teniamo molto al nostro buon nome e li sotto di certo non ne avrebbe goduto, anche ci fosse stata gente e lavoro. Per puro rispetto verso coloro che hanno deciso di rimanere non abbiamo provveduto a chiamare la ASL come avevamo ventilato e come avremmo dovuto, certi che in quelle condizioni avrebbero dovuto provvedere ad elevare verbali il cui onere sarebbe poi ricaduto non sui veri responsabili ma solo sui partecipanti. Becchi e bastonati, abitudine tristemente in voga in questo Paese. Fa pensare, davvero tanto, che una cosa simile sia stata allestita da un Comune… evidentemente chi se ne è occupato o è completamente a digiuno delle più elementari norme igienico sanitarie o, peggio, ha un qualche interesse. E non saprei davvero quale sia la peggiore delle due. Vorrei chiedere a Voi, quindi, a chi dovrei adesso io rimostrare le mie lamentele… Non tanto per la perdita subita e della quale mi accollo la colpa per aver dato fiducia a chi evidentemente non ne merita, quanto per l’assoluta mancanza di rispetto verso il lavoro altrui e l’incredibile inosservanza delle più elementari norme di igiene e sicurezza sul lavoro. Una simile struttura allestita da un privato sarebbe stata sanzionata in maniera pesantissima da chiunque preposto al controllo passasse e si rendesse conto delle squallide condizioni del manufatto. Ci domandiamo anche come Confesercenti possa rimanere complice silente di simili fatti mettendo Artigiani in queste situazioni. SE non ci sono i presupposti per farlo, semplicemente NON si fa, e questo è un preciso dovere farlo presente a chi amministra, senza piaggerie nè chiudendo un occhio, o tutti e due come in questo caso. O ci sono altri interessi? Prendere in giro la gente che lavora non è serio e questa politica del “vogliamoci bene” che espone poi i singoli soggetti a tutti i rischi del caso non è degna dello spirito di rappresentanza che tale Associazione dovrebbe avere. E non mi si venga a giustificare dicendo che altri sono rimasti, perchè approfittarsi del bisogno di lavorare altrui sarebbe ancora più meschino dell’omessa capacità di far rispettare la gente che si dovrebbe, con competenza, rappresentare. Come Artigiano, e come Presidente di Cna Alimentare di Firenze, me lo aspetterei. Ma capisco che non siamo tutti uguali. E che nessuno osi pensare che questa mia lamentela sia perchè io sono di Cna piuttosto che di Confesercenti, non farebbe onore all’intelligenza di nessuno. Attendiamo con curiosità di sentire le Vostre risposte, nella speranza che non si aggiunga al danno la beffa. A scanso di equivoci, e nella convinzione che il responsabile di tutto questo sia persona con qualche difficoltà a capire le cose alla prima, ci teniamo a precisare che NON vogliamo nulla che non siano delle spiegazioni e scuse. Che visto l’antefatto già sarebbero cosa importante. Cordialmente, ma neanche troppo, e con un certo amaro in bocca, Claudio Pistocchi Artigiano Cioccolatiere in Firenze












