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Pittori attacca il Regolamento TARIC. “Norme da Stato totalitario, lesi diritti di cittadini e imprese”

Se detta maggiorazione dei costi era già un dato certo di cui abbiamo più volte discusso, dato certo che all’evidenza...

Silvio Pittori

Silvio Pittori, esponente della Lega, denuncia duramente il Regolamento per la disciplina della TARIC approvato dal Commissario il 30 dicembre 2025 senza il voto del Consiglio comunale. Pittori sottolinea come l’ampia attenzione suscitata dal tema, testimoniata dalle migliaia di visualizzazioni di un suo post, rifletta la forte preoccupazione dei cittadini non solo per l’aumento dei costi legati alla nuova tariffa e al sistema di porta a porta, ma soprattutto per i poteri ispettivi attribuiti ad Alia.

A seguire il comunicato diffuso:

Le 14.000 visualizzazioni del post da me pubblicato in relazione al contenuto del Regolamento per la disciplina della Taric, Regolamento che il Consiglio  Comunale non ha mai approvato, ma che il Commissario ha deciso di approvare il 30 dicembre 2025, pur trattandosi di un atto politico, testimonia quanto le persone siano sensibili al tema, non soltanto per l’appesantimento dei costi che la Taric, unita ad un nefasto porta a porta, comporterà per i cittadini e  per le imprese, ma anche per i poteri, persino di natura ispettiva, che l’articolo 39 del Regolamento concede ai dipendenti di Alia, poteri collegati a sanzioni analiticamente previste nell’articolo 40 del Regolamento stesso: se non consenti una certa condotta ad Alia, subirai una penale di un certo importo.

Se detta maggiorazione dei costi era già un dato certo di cui abbiamo più volte discusso, dato certo che all’evidenza non era di interesse dell’ex Sindaco, del Partito Democratico, né tantomeno dell’attuale Commissario, che si era peraltro impegnato a sentire la voce della Comunità rimasta all’evidenza flatus vocis, il combinato disposto degli articoli 39 e 40 (quest’ultimo rubricato “Penali, interessi di mora e interessi legali”),  non può non destare serie perplessità ed altrettante serie preoccupazioni.

Di fatto con la sottoscrizione del Regolamento si è concesso al gestore un potere incisivo nei confronti dei cittadini e delle imprese sino a prevedere  il diritto del personale di Alia di accedere, seppur con un preavviso, nei luoghi di abitazione ed all’interno delle imprese,  ponendo in concreto una limitazione al diritto di proprietà.

Una ingerenza oltremodo invasiva che non è concessa neanche agli appartenenti alle Forze dell’Ordine, se non in presenza di provvedimenti assunti dalla Magistratura  o in circostanze assolutamente eccezionali, ingerenza che ricorda il Leviatano di Hobbes.

Come cittadino e come esponente politico trovo tali previsioni in aperta violazione anche dei principi costituzionali, previsioni come tali richiedenti una ferma opposizione in tutte le sedi competenti, anche di natura giudiziale. Mi auguro che in tale senso si possano riunire sensibilità anche di natura diversa, in funzione dell’interesse dei cittadini e delle imprese, così da arginare questa deriva la cui responsabilità ricade su un Partito Democratico impegnato oramai in una corrispondenza  di amorosi sensi non più con il proletariato ma con le società per azioni.

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