Mugello

Piero Sisti. Borghigiano all’Ultra Trail del Monte Fuji. Foto e racconto…

Piero Sisti. Borghigiano all'Ultra Trail del Monte Fuji. Foto e racconto...

A fine aprile si è svolta in Giappone la seconda edizione dell’unica 100 miglia del Sol levante, l’Ultra Trail Mt Fuji nasce grazie al gemellaggio con la più’ famosa Ultra Trail du Mont Blanc. Il Giappone ha una grande tradizione nell’ultra maratona ma non esisteva ancora una 100 miglia, così nel 2011 dopo lunghi preparativi sono quasi pronti per l prima edizione quando il Giappone e il mondo intero viene scosso dal disastro di Fukushima, l’organizzazione non esita un’istante, cancella la gara e si concentra nel prestare aiuto alla ricostruzione. 2012 partecipo alla CCC® a 100 km intorno al monte Bianco, alla fine della gara maturo il grande desiderio di andare in Giappone per questa grande avventura.

Il 23 aprile atterro a Tokyo con tutta la famiglia dopo due giorni passati con amici ci spostiamo nell’area del Fuji, la partenza e l’arrivo sono sulle sponde del lago Kawaguchiko ad un’altitudine di 900m sul mare, qui i fiori di ciliegio sono appena fioriti e si respira una fresca e frizzate aria di montagna. L’indomani alle 15,00 partono circa 1000 persone per affrontare la grande montagna, l’onnipresente Monte Fuji, l’organizzazione è perfetta il clima eccezionale e come se non bastasse c’e’ anche la luna piena, i primi 40 km scorrono via velocemente, cala la prima notte, al ristoro di Fumoto a 1300 di quota c’e’ la mia famiglia ad aspettarmi, come sempre incontrarli è una carica eccezionale, mi coccolano, mi incoraggiano, ancora la strada e lunga e io malgrado i 40km percorsi sono ancora agitato non riesco a stare tranquillo, ci penseranno alcune salite successive a tranquillizzarmi definitivamente. La notte è fredda, mi vesto, non perdo mai di vista che devo mangiare per non cadere nella trappola dell’ipotermia.

Affronto tre vette sui 1800m, la prima è molto impegnativa in solo 3,5km si sale per più di 1000m di dislivello in un terreno molto scivoloso ma dalla vetta del Kumamoryama la vista è mozzafiato, la Luna sta sorgendo dietro il Fuji, la valle è tutta illuminata, mi fermo un’attimo, il silenzio è sovrano rotto solo dai campanelli che i concorrenti hanno legato agli zaini per allontanare gli Orsi, si proprio gli orsi, questa è zona molto popolata da gli orsi di montagna e nel materiale obbligatorio ogni concorrente deve avere una Bears Bell. Arrivo al 60km molto provato, Mi riposo una ventina di minuti e riparto, la notte è ancora lunga e la gara altrettanto.

Verso le 4 del mattino arrivo all’accampamento di Kodomo no Kuni sono all’ 80esimo km, meta gara li mi aspetta un piatto caldo la possibilità di potersi cambiare con materiale asciutto portato dall’organizzazione, qui la sosta è più lunga riparti verso le 6 del mattino, davanti a me la vetta più alta la 1800m sullo Yotsuji del Monte Fuji, il terreno diventa friabile, completamente lavico, si affonda ogni passo e le gambe sono sempre più rigide.

È mezzogiorno quando arrivo nelle gradi colate laviche del Fuji la vegetazione è scomparsa solo lava nera, a fine pomeriggio dopo una lunga discesa arrivo Subashiri altro ristoro sui 1000m di quota, riposo un po’, sto per entrare nella seconda notte e so che devo gestirla molto bene, malgrado il bel tempo la notte scende sempre sotto lo 0, davanti a me due vette a 1500m e poi devo salire due vette a 1700 e l’ultima molto tecnica, dove riuscire a rimanere in piedi è già un’impresa. Mentre salgo il Shakushiyama un profumo inteso mi pervade sono dentro un bosco di ciliegi, non avevo mai visto e ne anche pensavo che potesse esistere un bosco di ciliegi, qui sono appena fioriti la quota le fa fiorire tardivamente rispetto alle valli, arrivo a Fujiyoshida alle 3 di notte, 143simo km, sono veramente esausto e ho una caviglia molto gonfia e livida, vado in infermeria dove il medico mi applica un taping per farmi circolare meglio il sangue nei tendini, poi mi consiglia di riposare almeno un’ora.

 Ok decidono una sosta di due ore e ripartire alle 5,00 con la prima luce del mattino, mangio e dormo e alle 5,30 riparto, affronto l’ultima lunga salita con uno splendido sole che mi batte sulle spalle, dopo la lunga notte al gelo finalmente sento l’energie che mi tornano nei muscoli, riparto a correre mi manca solo 20km all’arrivo, verso le 8,00 del mattino chiamo mia moglie, mi mancano pochi km all’arrivo, affrontiamo una lunga discesa ed entriamo in un bellissimo tempio, l’uscita sancisce l’ingresso alla città di Kawaguchiko, la montagna è conquistata anche questa volta è stata magnanima con noi e ci ha permesso di attraversarla, sono a un km dall’arrivo e vedo i miei due figli che mi aspettano corrono con me uno a destra e uno a sinistra mi tempestino di domande ma non ho fiato per potergli rispondere, sono più di 26 ore che non li vedo e non li sento, ultimai 100m la gente applaude mi vuole toccare le mani mi incitano come se fossi il vincitore, faccio una lieve curva e il traguardo è davanti a me, mia moglie mi sorride, non riesco ad avere lacrime è troppa la stanchezza, ad accogliermi il grandissimo campione TSUYOSHI KABURAKI, finisce molteplice volte del Ultra Trail del Monte Bianco piazzandosi sempre nelle prime posizioni.

L’abbraccio è infinito grande ed immenso come il Monte Fuji. Sono finiscer all’Ultra Trail del Monte Fuji in 42h e 8 minuti.

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