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Caso Forteto, avviata la petizione: “Chi ha sbagliato paghi, no a nuove tasse per i cittadini”

Il consigliere Saverio Zeni lancia una raccolta firme dopo la sentenza milionaria del Tribunale di Genova: chiesto il blocco dei rincari fiscali e l'avvio di azioni di responsabilità verso i dirigenti dell'epoca

Iononpago

Il panorama politico e sociale del Mugello torna a essere scosso dalle pesanti conseguenze giudiziarie legate alla vicenda del Forteto. Il consigliere comunale d’opposizione a Dicomano, Saverio Zeni, ha ufficialmente annunciato il lancio di una petizione popolare per rispondere alle recenti decisioni del Tribunale Civile di Genova, che ha condannato il Comune di Vicchio a risarcire le vittime per una somma che sfiora il milione e settecentomila euro. Secondo quanto emerso, la situazione sarebbe aggravata dal fatto che l’ente avrebbe respinto una proposta conciliativa avanzata dal giudice, arrivando così a una sentenza definitiva di risarcimento che ora grava direttamente sulle casse pubbliche.

L’iniziativa di Zeni non giunge inaspettata, poiché già nel maggio del 2024, attraverso la diffusione del Dossier Forteto, il consigliere aveva messo in guardia la cittadinanza di Dicomano e dell’intero territorio mugellano circa l’imminente onda d’urto economica dei contenziosi civili. Il timore espresso con forza è che il peso di queste condanne milionarie possa tradursi in un inasprimento della pressione fiscale locale o in un drastico taglio ai servizi essenziali, scenario che la petizione mira categoricamente a scongiurare.

Il testo della petizione si rivolge direttamente ai Sindaci del Mugello e all’Unione dei Comuni, esigendo garanzie precise affinché le aliquote di IMU, IRPEF e TARI rimangano invariate. La richiesta centrale è che il sistema politico e amministrativo non scarichi i debiti derivanti dalle sentenze sulle spalle dei contribuenti, ma che si attivino immediatamente azioni di responsabilità e di rivalsa nei confronti degli operatori inadempienti, dei dirigenti e degli amministratori del tempo. L’obiettivo dichiarato è che chi ha omesso la vigilanza o ha coperto il sistema risponda con il proprio patrimonio personale per le negligenze accertate.

Oltre all’aspetto finanziario, la mobilitazione invoca l’istituzione di un Tavolo di Trasparenza che veda il coinvolgimento attivo delle opposizioni e della società civile, garantendo un monitoraggio costante sulla gestione dei contenziosi ancora aperti. Secondo Zeni, il tempo del silenzio e delle coperture è ormai terminato e la firma della petizione rappresenta un atto di giustizia necessario sia verso le vittime che verso la difesa del territorio. La battaglia politica punta a evitare che i fallimenti del passato diventino un fardello ereditario per le future generazioni di cittadini mugellani.

È possibile aderire alla mobilitazione e sottoscrivere la petizione su Change.org attraverso il seguente link:
https://www.change.org/fortetoiononpago


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