Borgo San Lorenzo

‘Pallino’. Aldo Giovannini ricorda e racconta Luciano Barletti

'Pallino'. Aldo Giovannini ricorda e racconta Luciano Barletti

Sono quelle notizie che vorresti non giungessero mai, ma la ruota della vita è questa; e anche se uno ha l’impressione che certi personaggi non debbano mai morire, purtroppo quel giorno viene. E così è stato anche per il mitico e leggendario Luciano Barletti detto “pallino” (ad onore del vero il primo “pallino” era il babbo Pietro), di una antica famiglia che ha radici in Borgo San Lorenzo fin dal’inizio del 600, quando il loro avo giunse da Lucca per commerciare vini ed oli; una famiglia quindi profondamente radicata in paese.

Per ricordare la vita di Luciano (aveva 91 anni), pasticciere da una vita, fin da ragazzino accanto al babbo e al fratello Aurelio, ci vorrebbe ben altro spazio tale e tanto è stato il suo lungo percorso di verace borghigiano, che voleva tanto bene al suo paese. Quanti borghigiani avranno mangiato i “bomboloni” di Luciano nei due Bar storici del Corso e di piazza Garibaldi, tanti da perderne il conto, anche perchè era un ritrovo dove si davano appuntamento moltissimi giovani ed altrettanti sportivi, segnatamente gli appassionati di ciclismo, e nei suoi tavolini all’interno o nell’estate all’esterno era uno spasso seguire le discussioni animate, tutte però improntate all’amicizia senza mai eccedere, perché Luciano ero molto severo nel suo locale e i giovani che andavano a giocare nella sala attigua si dovevano comportare con educazione altrimenti una tirata di orecchi o un sano scappellotto, e non ci rimettevano più piede.

Era simpaticissimo, aveva sempre la risposta pronta a tutti e per tutti, arguto, senza peli sulla lingua, (quanti aneddoti si potrebbero raccontare specialmente quando si presentavano certi personaggi presuntuosi o spocchiosi nel suo Bar, che volevano dare il sapore al sale!!), qualche volta sembrava burbero, ma era buono e generoso e sempre pronto a consigliare ed aiutare. In un Borgo ormai andato che ha dimenticato tante belle cose, perse malamente e volutamente per strada, completamente stravolto nelle sue radici e tradizioni storiche (quante volte lo diceva senza timori reverenziali per nessuno), Luciano si è battuto sempre strenuamente affinchè non si perdesse quella poca identità rimasta. Ecco perché come sopra scritto, vorremmo che personaggi come “pallino” vivessero in eterno. Un riverente ricordo da parte di tutti gli amici borghigiani e il cordoglio alla moglie ed ai figli Andrea ed Elisabetta.

Foto: Luciano Barletti “pallino” a destra con la moglie Marcella all’interno del suo Bar, con Bruno Vicino all’epoca (1984), campione del mondo di ciclismo mezzofondo.

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