Mugello

Padre Franco Cellana. Cos’e’ la speranza?

Padre Franco Cellana. Cos’e’ la speranza?

  Dalla Signora Antonella Bertaccini presidente dell’Associazione “Afrika Jipe Moyo Onlus” riceviamo e pubblichiamo questa nota, anche se con qualche giorno di ritardo per ragioni tecniche sul nostro PC. Prima però vogliamo ricordare ai nostri lettori che nell’ottobre del 2013, gli amici dirigenti dell’ Associazione  Onlus “Afrika Jipe Moyo Onlus” (tradotto: Africa abbi coraggio), organizzarono un serata in occasione della visita del Missionario Padre Franco Cellana,  che giunse nel Mugello dalla sua Missione del Nord Kenia, illustrando la sua missione tra i nomadi in Kenya,  ricordò la figura di don Savino Poli, per tanti anni (oltre 40), amato parroco di Luco di Mugello, il quale nonostante l’età avanzata e  grandi problemi di salute, visitò con alcuni suoi concittadini questa missione nel Nord Kenya. Eravamo presenti in quel di Luco, poi a Casa d’Erci (sabato 19 ottobre 2013), con i colleghi giornalisti Paolo Marini e Paola Leoni, portando a conoscenza l’attività di questa associazione in Kenia. Purtroppo come ci diceva la responsabile Antonella Bertaccini, Padre Franco Cellana, un uomo di grande umanità, è stato colpito da una grave malattia e quindi le cose si sono molto alquanto complicate. Ecco comunque il testo che riportiamo affinchè i tanti amici che in quei giorni ebbero la fortuna di conoscere questo missionario possono venire a conoscenza di quella che è l’attività e la vicinanza di Padre Franco:“- Che cos’è la Speranza? Speranza significa forza di rinnovare il mondo” (don Tonino Bello). Cari amici di Afrika Jipe Moyo,non immaginava padre Franco arrivando in Italia subito dopo Pasqua, di essere qua ancora a Natale. Prelevato   con la   massima   urgenza  per venire a curarsi a Milano all’Istituto   Tumori   in   aprile,   ha   affrontato i cicli di terapie con energica vitalità,   convinto  di   poter  ripartire entro pochi mesi per tornare là dalla sua gente, i nomadi   Samburu di Wamba nel nord del Kenya. Un   bagaglio   leggero,   per   un periodo relativamente breve, e per tornare   presto   a  dirigere  il   grandioso   progetto  dell’acqua, ad inaugurare    il  nuovo camion militare per approvvigionare le lontane manyatte, alla pastorale nei clan familiari, nelle scuole, con i disabili, alla   grande   sfida di instaurare finalmente un dialogo con gli anziani e i  giovani moran per l’inizio di un nuovo cammino spirituale e umano di comunione. Quanti programmi e progetti piccoli e grandi… Non immaginava padre Franco di aver a che fare con un nemico tanto forte e subdolo. Una   serie di    complicazioni   recentemente gli hanno causato momenti di criticità e di fatto lo hanno stoppato fisicamente e costretto a rimanere a Milano per affrontare nuovi cicli di cura. Ma il suo    spirito   non crolla, la  forza della sua fede che si traduce in speranza viva, è alimentata anche dalla vicinanza dello straripante stuolo di amici, parenti,  famiglie, comunità che lo sostengono con una incessante cordata di preghiera, che egli ha affidato a tutti per aiutarlo in questa difficile prova. Neppure   noi potevamo    immaginare   che  il Natale   di   quest’anno ci ponesse di fronte a questo evento, lasciatemelo dire, infinitamente   triste,  di sapere padre Franco lontano dalla sua gente, in questi giorni di avvento quando là in Africa le attività del Natale sono tanto intense e significative. Possiamo   facilmente   immaginare   il   turbine di emozioni, il peso, l’offerta, il sacrificio, che p. Franco in questo momento sta vivendo nel suo intimo. Quest’anno il Natale ci pone l’accento sulla sofferenza.  P. Franco,   abituato   a   consolare, accogliere, curare fisicamente e spiritualmente una moltitudine di derelitti, ci scrive la sua lettera natalizia da una diversa angolazione, la condivisione totale con i sofferenti del mondo. La    sua  umanità lascia trapelare la difficoltà di gustare nell’attuale contesto, la bellezza e la leggerezza del Natale, ma la sua fede incrollabile ci richiama all’essenziale e fa riflettere. Insieme   ci   giunge  anche   il   report   sul Progetto Educazione al quale Afrika Jipe Moyo ha dato la priorità in questo tempo, progetto che p. Franco può continuare a coordinare grazie alla presenza di  Nancy direttamente sul campo. Con quale spirito affrontare allora questo Natale alla luce anche delle parole di padre Franco? Visto   che   l’ingerenza   della sofferenza con le sue tante sfaccettature è così incisiva nella vita degli uomini di ogni tempo, è importante sentirsi insieme, aiutarci, ascoltarci, condividere, ed essere l’uno per l’altro consolazione e conforto. P. Franco ci insegna questo atteggiamento di vita con la sua vita. Oggi è il momento di ricambiarlo. E’già un oceano l’affetto che si fa cerchio intorno a lui, lo sostiene, e gli dà grande respiro e coraggio. Il coraggio  anche di continuare a portare avanti da qui ciò che ha dovuto lasciare all’improvviso, mentre la sua gente, i suoi poveri, i bambini, le donne, lo aspettano e innalzano a Nkay la loro preghiera fiduciosa. Esprimerei un desiderio per questo Natale: restate   con   noi,  a   fianco  di padre Franco, affinché la nostra fontana della carità possa continuare ad essere sorgente di speranza, quella speranza che abbia la forza di cambiare le cose e rinnovare il mondo. Grazie di cuore e Buon Natale!lettera di Natale di p. Franco Report Progetto Educazione  Antonella Bertaccini presidente –“ E noi siamo qua, cara Antonella, come abbiamo sempre fatto nei nostri umili scritti, a ricordare questa pagina di un Uomo con la M maiuscola, di un religioso innamorato di Dio, che sta soffrendo, anche se resta la speranza di un giorno tornare con gli aiuti degli amici in quel lembo di terra africana, dove grazie a lui è germogliato una socialità ed una umanità esemplare e straordinaria. Coraggio Padre Franco, gli amici sono con te. (Aldo Giovannini) Casa d’Erci sabato 19 ottobre 2013. A destra Antonella Bertaccini con Fabrizio Boni mentre ricordano quella che è l’Associazione   “ Afrika Onlus Jipe Mopyo”   Casa d’Erci, sabato 19 ottobre 2013. Al centro padre Franco Cellana con Paolo Marini e Paola Leoni   (Foto A.Giovannini)

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