La CGIL di Firenze ha fatto suonare un campanello d’allarme sulla situazione dell’Ospedale del Mugello dove, secondo il sindacato, si registra una drammatica carenza di personale. Non solo: i lavoratori della sanità sarebbero anche sempre più anziani. Di questo passo viene facile immaginare che, tra qualche anno, i pazienti più giovani dovranno aiutare i medici nella deambulazione e i malati in barella cederanno il posto a qualche infermiera vittima dell’artrite. Una situazione surreale in cui non si capirà più chi è il paziente e chi il sanitario, dando vita a uno stimolante scambio di ruoli.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Questo sistema “fluido” potrebbe rivelarsi utile per tamponare la cronica carenza di personale: così il meccanico d’auto, finito al pronto soccorso perché si è schiacciato la mano con un cricchetto, potrebbe ritrovarsi a operare una ragazza colpita da peritonite. La sarta, arrivata al DEA per una polmonite, già che aspetta, potrebbe suturare con ago e filo il ragazzo che si è lacerato la gamba cadendo dal motorino.
E per risolvere definitivamente il problema, perché non pensare a delle cabine sanitarie self-service, dove ciascuno può farsi in autonomia TAC, risonanza magnetica o raggi X? Un po’ come le fototessera per la carta d’identità: entri, premi il pulsante, trattieni il respiro e speri che vada tutto bene.











