Gentile Redazione,
La vostra sensibilità per il paese (un grazie grande ad Aldo), mi porta a scrivere queste parole. Ritengo che per vedere l’orologio di piazza, quello pubblico, quello di tutti, che sta lì dal 1350, fermo da sei mesi, non bisogna essere intelligenti, mi fa rabbia e basta e mi umilia come anziano borghigiano di oltre 85 anni. Non si fermò nel terremoto del 1919, non si fermò dopo il bombardamento del 43, si è fermato ora in tempo moderni. Fra il verdastro del borraccino nato sulla imbiancatura e l’orologio fermo, senza contare monumenti e strade da far schifo, è la fotocopia di questi tempi. Grazie per l’ospitalità, cari e saluti e andate avanti così.

Un lettore di Borgo aiutato dal nipote che si intende di computer. ( M.B.)












