Il Mugello, scrive il sindaco di Borgo San Lorenzo (e presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello) ha già fatto la sua parte. Non è possibile scaricare qui un problema regionale. Scrive Omoboni:
Non sostengo nessuna battaglia ideologica pro o contro il termovalorizzatore, ma ho una posizione precisa: l’impianto è previsto nel piano Ato (in cui partecipano e votano tutti i comuni) che definisce il sistema di gestione del ciclo rifiuti, compresi i livelli di raccolta differenziata da raggiungere. Se si toglie senza dare un’alternativa sia chiara una cosa: costi e penali non dovranno ricadere sulle tasche dei cittadini, che già quest’anno hanno dovuto subire un aumento della Tari a causa dei costi di trasporto dei rifiuti indifferenziati in impianti sempre più lontani. E se si pensa di risolvere il problema regionale con un ulteriore utilizzo e ampliamento della discarica di Firenzuola dico che il territorio ha fatto ampiamente la sua parte. Con senso di responsabilità. Su questa come su altre importanti questioni. Non saremo lo sfogo per il mancato termovalorizzatore. I comuni del basso Mugello a breve passeranno al sistema del porta a porta. Una chiara volontà politica di ridurre i rifiuti indifferenziati. Un impegno a cui sono chiamati i nostri cittadini. E non è accettabile che i mugellani paghino per una mancanza di programmazione degli impianti di smaltimento. Quando la politica lascia la progettazione ai Tar o ai Consigli di stato, è la morte della politica. Alia paventa un’emergenza rifiuti, ma non dovranno essere i cittadini a pagarne le conseguenze. E su questo sì che daremo battaglia, se sarà necessario. Senza perdere tempo, serve una discussione politica che tenga conto e rispetti i territori come il Mugello.












