Prima di presentare il prossimo appuntamento musicale, anche se brevemente per dovere di cronaca, vogliamo evidenziare il bellissimo concerto che si è tenuto sabato scorso 23 aprile 2016, all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono a cura del Gruppo Ensemble “Alraune” in occasione del programma musicale denominato “ Mugello Music Festival”, organizzato dalla Pieve di San Lorenzo, con il supporto dell’Ass. Alraune, Ame, Capriccio Armonico, Corale Santa Cecilia 1909, la collaborazione del Comitato per il restauro dell’Organo “Stefanini 1696”, il patrocinio dell’amministrazione comunale e il contributo della Banca di Credito Cooperativo del Mugello. Tornando al concerto di cui sopra, “Oltre la porta di Brandeburgo” (progetto Brandaburghese), la cronaca appunto ci racconta che i solisti hanno interpretato quattro brani di cui tre di J. S. Bach e l’altro di G.P. Telemann, in maniera davvero sublime. Ripetiamo fino alla noia che non siano critici musicali, solamente appassionati e il nostro è un dovere di cronaca, ma non possiamo esimerci nello scrivere a chiare lettere che l’Oratorio di Sant’Omobono ha ospitato uno dei più straordinari concerti negli ultimi dieci anni. Il primo (la Suite n.6 per cello solo) è stata una grande novità poichè Augusto Gasbarri ha interpretato benissimo questa pagina musicale di Bach, con uno strumento a cinque corde, realizzato dal maestro Francesco Gabriele, presente in Sant’Omobono, a cui sono andati applausi e complimenti. Gli altri tre brani sono stati coinvolgenti, travolgenti – non c’è niente da aggiungere – e i tredici musicisti che si sono alternati (alcuni sono giunti a Borgo San Lorenzo da lontane città), hanno dato una prova di grande professionalità con una interpretazione sublime. Mai sentiti tanti, convinti e scroscianti applausi e l’Oratorio di Sant’Omobono gremitissimo, ha scritto veramente una significativa pagina culturale. Per non disperdere memoria ecco i solisti dell’Ensemble “Alraune”: Nicola Barbagli (oboe e oboe d’amore); Elena Gabbrielli (flauto d’amore); Clarice Curradi (violino); Franziska Schotnsack (violino); Gianluca Stupia (violino); Lia Previtali (viola); Stefano Zanobini (viola e viola d’amore); Hildegard Kuen (viola); Andrea Landi (violoncello); Valeria Brunelli (violoncello); Augusto Gasbarri (violoncello e violoncello a 5 corde); Amerigo Bernardi (violoncello e violoncello a 5 corde); Amerigo Bernardi (contrabbasso); Mario Sollazzo (cembalo). Ed eccoci al prossimo appuntamento. “ Il capriccio per Antonio Vivaldi ”, sabato 7 Maggio, ore 21,15 Oratorio di Sant’ Omobono. Questi i brani che verranno eseguiti: Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741), “Stabat Mater dolorosa”; “Magnificat”; “Beatus Vir”. I solisti e musicisti, Ganni Mini, direttore e controtenore, Ginevra degl’ Innocenti, violoncello; Lorenzo Pampaloni, cembalo; Ensemble Capriccio Armonico. Lo Stabat Mater RV 621 in Fa minore è un inno sacro composto da Antonio Vivaldi nel 1712 per essere eseguito come parte della Festa dei Sette Dolori di Maria Vergine a Brescia. Questo inno è una delle composizioni sacre più note di Vivaldi e fu commissionata dalla Chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia (la città natale del padre di Vivaldi). Dopo la esecuzione, il lavoro vivaldiano cadde nell’oblio (come tutte le composizioni di Vivaldi) e fu ripresentato al pubblico nel settembre del 1939 dal compositore Alfredo Casella durante la Settimana Vivaldiana tenutasi a Siena.La semplicità dello stile, la schiettezza dell’espressione e la ricchezza della melodia garantirono l’affermazione perenne dello Stabat Mater. Il lavoro sembra però esser stato scritto in fretta: le parti degli archi sono semplici, il tema del primo movimento viene ripetuto anche nei successivi due, la voce talvolta è accompagnata solo dal basso continuo e solo metà dell’inno è stato musicato. Tuttavia il lavoro rivela una certa profondità musicale ed emotiva e per questo viene considerato uno dei suoi primi lavori sacri più importanti. Lo Stabat Mater presenta inoltre alcune caratteristiche inusuali, come la predominanza dei movimenti lenti e delle chiavi minori (principalmente Fa e Do minore) e un’impostazione, anche se parziale, simile a un inno medioevale. Struttura dello Stabat Mater RV 621: Stabat Mater dolorosa Cujus animam gementem, O quam tristis, Quis est homo, Quis non posset, Pro peccatis, Eja Mater, Fac ut ardeat, Amen. Ricordiamo che l’ingresso è ad offerta libera. Oratorio di Sant’Omobono, Borgo San Lorenzo, sabato 7 maggio 2016, ore 21,15. Dopo la sua performance Augusto Gasbarri, posa con il suo violoncello vicino al maestro Francesco Gabriele, ideatore e realizzatore dello strumento musicale a cinque corde. Un momento del concerto nell’Oratorio di Sant’Omobono (Primo particolare) Gli applausi di tutto il complesso musicale al termine del concerto in Sant’Omobono ( secondo particolare) Il maestro Stefano Zanobini. (Foto cronaca di A. Giovannini)















