“Tra Mugello ed Alto Mugello, i Comuni che hanno una Microzonazione Sismica di livello 3 invece, sono solamente Barberino di Mugello, Scarperia (ante unione Scarperia e San Piero), Vicchio, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio”. Iniziamo questo articolo con uno stralcio del contributo che il geologo Guglielmo Braccesi ha redatto per OK!Mugello. Uno spunto interessante ed importante alla discussione che si sta sviluppando in tante località e anche Consigli Comunali del Mugello. Eccolo in versione integrale:
La Microzonazione Sismica (MS)
La Regione Toscana già da numerosi anni sta portando avanti, tramite finanziamenti regionali (L.R.59/2009) rivolti alle Amministrazioni Locali, numerose iniziative finalizzate a promuovere una adeguata politica di prevenzione e di riduzione del rischio sismico, tenuto conto anche degli elevati livelli di pericolosità sismica di talune aree del territorio toscano. Tra queste rientrano soprattutto le molteplici attività connesse con la realizzazione delle indagini e studi di Microzonazione Sismica, finalizzate a definire all’interno del territorio (alla scala comunale) le modificazioni apportate allo scuotimento del suolo dalle condizioni geologico-tecniche e dalle condizioni topografiche locali. Tali studi, avviati obbligatoriamente in Toscana mediante il regolamento regionale 53R/2011 ed incentivati mediante finanziamenti regionali rivolti ai Comuni, costituiscono ormai un valido, consolidato e riconosciuto strumento per analizzare la pericolosità sismica locale applicabile sia in fase di pianificazione urbanistica, sia in fase di progettazione che in fase emergenziale.
Ma cos’è la Microzonazione Sismica?
La Microzonazione sismica è un procedimento di studio che arriva a definire aree omogenee del territorio, caratterizzate dalle medesime condizioni geologico/dimaniche.
In generale la realizzazione di uno studio di MS può essere affrontata con diversi livelli di approfondimento che vengono dettati dalle finalità (pianificazione territoriale, pianificazione per l’emergenza, progettazione delle opere), dalle necessità intrinseche del sito (caratteristiche geomorfologiche, importanza delle opere da realizzare) e dei livelli di pericolosità.
In relazione ai diversi contesti geologico-tecnici, alla pericolosità sismica di base ed in funzione dei diversi obiettivi degli studi di MS, possono essere effettuati n. 3 livelli di approfondimento, con complessità e impegno economico crescente.
In particolare possono essere predisposti i seguenti livelli:
– il livello 1 è un livello propedeutico ai successivi studi di MS, che consiste esclusivamente in una raccolta organica e ragionata di dati di natura geologica, geofisica e geotecnica e delle informazioni preesistenti e/o acquisite appositamente al fine di suddividere il territorio in microzone qualitativamente omogenee dal punto di vista del comportamento sismico. Tale approfondimento è finalizzato alla realizzazione della carta delle “Microzone Omogenee in prospettiva sismica (MOPS)”;
– il livello 2 è un livello successivo in cui si introduce l’elemento quantitativo associato alle zone omogenee mediante metodologie di analisi numerica di tipo semplificato (abachi regionalizzati, modellazione 1D, leggi empiriche) e l’esecuzione di ulteriori e più mirate indagini. Tale approfondimento è finalizzato alla realizzazione della “Carta di Microzonazione Sismica”;
– il livello 3 rappresenta il livello più approfondito che permette di giungere ad una microzonazione approfondita del territorio basata su metodologie analitiche di analisi di tipo quantitativo. Tale approfondimento è finalizzato alla realizzazione della “Carta di Microzonazione Sismica con approfondimenti”, attraverso la realizzazione di una serie di indagini mirate ad una ottimale definizione del sottosuolo, oltre alla realizzazione di carte dove vengono rappresentate le zone con maggiore o minore amplificazione sismica.
Già, perché un terremoto non si manifesta ovunque in modo uguale ma, a parità di distanza epicentrale (distanza dal punto di generazione dell’onda sismica), in base ai tipi di materiali attraversati (roccia, sabbie, ghiaie, argille) ed in base agli spessori dei vari materiali attraversati, genera amplificazioni più o meno forti dell’onda sismica. Non solo, ma in base alla morfologia/litologia dei vari luoghi, può causare cedimenti nel suolo, frane e liquefazione superficiale dei terreni.
Quindi una mappatura che identifica il grado di rischio sismico del territorio, diventa uno strumento urbanistico estremamente efficace per una corretta pianificazione territoriale.
Ma quali sono i comuni che hanno eseguito la Microzonazione sismica?
La redazione degli studi di MS di livello 1 è obbligatoria per tutti i Comuni, ad eccezione di quelli classificati in zona sismica 4 (quelli sulla costa toscana, per esempio), che intendono predisporre i nuovi piani strutturali, i nuovi regolamenti urbanistici e relative varianti. Tale studio deve essere realizzato in corrispondenza dei centri urbani maggiormente significativi che il Comune, di concerto con la struttura regionale competente, individua secondo le specifiche di cui al Par. 1.B.1.2 delle Istruzioni Tecniche del Programma VEL e perimetra secondo i criteri definiti al par. 3.4.2 degli ICMS.
Tra Mugello ed Alto Mugello, i Comuni che hanno una Microzonazione Sismica di livello 3 invece, sono solamente Barberino di Mugello, Scarperia (ante unione Scarperia e San Piero), Vicchio, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio.
Ma come si applicano le indicazioni date dalla Microzonazione Sismica?
“La cartografia di microzonazione sismica di livello 3, deve rappresentare la cartografia di pericolosità sismica di cui al regolamento regionale 53R/2011, la quale permetterà di individuare le condizioni di fattibilità sismica nell’ambito della revisione dello strumento urbanistico comunale”. In pratica, si utilizza la cartografia derivante dalla Microzonazione Sismica di livello 3 per programmare la nuova Pianificazione Territoriale.
Per quanto riguarda invece i Comuni che hanno solamente la Microzonazione Sismica di livello 1, c’è una proposta della Regione Toscana riguardante la Pianificazione Territoriale da gestire secondo le indicazioni date dalla Microzonazione Sismica.
Attraverso l’applicazione delle indicazioni date dalla Microzonazione Sismica, unite alla nuova Pianificazione Territoriale, probabilmente il geologo non sarà più quell’”eclettico personaggio” che si estrae dalla naftalina e lo si intervisto dopo ogni catastrofe e poi lo si ripone per bene nel cassetto, ma forse diventerà una professionalità un po’ più ascoltata in fase di progettazione. Ce lo auguriamo per il bene di tutti.
Nota bene: la foto in alto è di repertorio e la mappa in immagine non riguarda il Mugello













