Mugello

Eolico. Il caso della lettera sulla divisione delle opere compensative

Gli oppositori parlano di svendita del territorio. Ma i due sindaci interessati precisano: 'Atto dovuto'. Passiatore: "Non ci sono più le Royaltis, si tratta di opere, non soldi. Dal valore piccolo rispetto al bilancio comunale'

Il documento

Sta facendo molto discutere nelle chat e nei gruppi contrari all'eolico in Mugello, il documento diffuso da Maurizio Gori (che è anche stato candidato al Consiglio Regionale per i Cinque Stelle) sull'accordo per la divisione delle future opere compensative (nel caso si realizzi l'impianto eolico) tra i comuni di Vicchio e Dicomano. 

Un documento, che trovate qui in immagine, nel quale si legge che, visto che il territorio di Vicchio ospiterebbe il maggior numero di aerogeneratori e che invece su Dicomano ricadrebbero gli effetti maggiori dei maggiori dei transiti legati all'attività di cantiere, i due sindaci si sono accordati per la seguente ripartizione delle eventuali opere compensative: 64% per il Comune di Vicchio, 36% per il Comune di Dicomano.

Da parte di molti degli oppositori dell'opera, però, questo accordo preventivo è stato visto come una sorta di 'svendita' del territorio, e infatti sui social i commenti critici, ironici e sbeffeggianti non si contano. 

Il primo di cittadino di Vicchio Filippo Carlà Campa, invece, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione spiega che si tratta di un atto dovuto e che tanto clamore non è giustificato. Facendo presente che, semplicemente, i comuni devono tenere presente anche l'eventualità che l'impianto sia autorizzato. 

Stefano Passiatore, sindaco di Dicomano, spiega che è un obbligo per la società effettuare delle opere compensative; e conferma che si tratta appunto di un atto obbligatorio e di una ripartizione percentuale condivisa e depositata in conferenza dei servizi. Precisa anche che stiamo parlando non di soldi, ma di opere, del valore comunque ridotto. Per fare un paragone, spiega Passiatore, si tratta di opere del valore (nel caso di Dicomano) di 30-40mila euro, a fronte di un bilancio comunale di svariati milioni di euro. Spiegando anche che per questo tipo di impianti non sono più previste le royalties (che significavano incassi in denaro per i comuni). 

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