La scorsa primavera 2015 il Mugello fu interessato da due giorni di vento violentissimo, segnatamente nel triangolo Borgo, San Piero e Scarperia (quanti danni, quante piante divelte), anche Luco di Mugello fu investito da questa bufera di vento; e fra i diversi danni che causò vennero divelti anche i cipressi che ingentilivano da tanti anni il piccolo Monumento realizzato a Monolito-Stele, dedicato ai Caduti di Luco di Mugello nella I° Guerra Mondiale ( 1915/1918), rovesciandosi sopra lo stessa stele e i piccoli cippi con i nomi dei caduti, sfasciando anche il muro perimetrale. Come ben ricordano gli abitanti della frazione (eravamo presenti per la consueta recensione), dieci anni orsono il monumento fu restaurato e recuperato dopo un ottimo lavoro degli artigiani locali con la parte artistica (formelle chiniane), curata da Benedetta Manfriani, venendo poi inaugurato con una sentita e partecipata cerimonia patriottica. Ebbene, visti i nuovi danni, gli abitanti di Luco si sono attivati verso l’amministrazione comunale: ma i giorni sono quelli che…sono, ed allora sempre con la collaborazione dell’amministrazione comunale, si è costituito un comitato di tutte le associazioni di Luco per iniziare i lavori di restauro. Sono diversi giorni – e di questo ringraziano l’amica Cristina Tagliaferri – che due volenterosi operai artigiani di Luco, Carlo Landi e Marco Paoli – del resto cari amici da una vita – sono al lavoro. Rimesso in piedi il Monolite, restaurata e recuperata da un fabbro ferraio la stele in ferro, Landi e Paoli hanno iniziato il lungo e duro lavoro per rialzare e ripristinare il muro che delimita la strada. Una volta terminato dovrebbero essere ricollocate le piante (ovviamente cipressi) e quindi rifatti e riordinati i piccoli cippi con l’iscrizione dei nomi dei valorosi caduti nella cosiddetta Grande Guerra, che di grande non ebbe che milioni di morti; “ sarà una inutile strage”, come disse Papa Benedetto XIV. Si dice il destino fra breve: siamo al 4 novembre, data storica dell’Italia per la Vittoria che ottenne al prezzo di 600 mila morti, ed osservare, con quanto trasporto, con quanta volontà ed altrettanta passione viene ripristinato il tutto, fa immensamente piacere. Vogliamo ricordare ai soliti detrattori che vogliono seppellire la storia, cioè quella che ovviamente non fa comodo a loro, che nel Mugello negli ultimi 5/10 anni di totale abbandono culturale, molti sono stati i paesi e le frazioni (San Piero a Sieve, Campomigliaio, Scarperia, San Cresci, Lumena, Gabbiano, Vespignano, Grezzano, Galliano, Polcanto, Santa Maria a Vezzano, Casaglia, Razzuolo, Palazzuolo, Firenzuola, Sant’Ansano, Ronta di Mugello, etc, etc), che con garbo e senso del dovere, nel ricordo di quello che hanno patito e sofferto i nostri soldati mugellani, hanno restaurato i piccoli parchi della rimembranza o anche le semplici lapidi dove sono impressi i nomi. Ci complimentiamo con tutti coloro che si si sono adoprati, agli amici Landi e Paoli e i loro aiuti: con la speranza che quando tutto sarà finito ci si possa ritrovare tutti insieme e rendere questa pagina storica, che non può esser cancellata, alla memoria e al ricordo di Luco di Mugello.













