Mugello, nella culla dei Medici. E’ la storia di copertina di gennaio della rivista Touring Magazine, del Touring Club italiano.
Era giusto, si legge sul sito del Touring, che “anche Touring dedicasse a questo lembo di Toscana ancora in gran parte sconosciuta un reportage (e la storia di copertina) per raccontarne in presa diretta ville e castelli, luoghi, paesaggi, sopraffini artigiani, ottimi cuochi, antiche leggende, paesaggi e personaggi e desse voce ai protagonisti e ai talenti che vale la pena di conoscere e che talvolta si ha ancora la fortuna di incontrare sulle colline a nord di Firenze e lungo il corso del fiume Sieve”.
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Per molti è solo un nome di un non luogo, da attraversare, si spera il più velocemente possibile, lungo il tratto più stressante dell’autostrada del Sole, spesso e volentieri descritto in radio su Onda Verde come una unica coda di traffico… Per qualcuno più ispirato alla poesia è un piccolo Vermont italiano con i suoi boschi che cambiano colore come nel foliage nella East Coast degli Stati Uniti. Qualcun altro più prosaico lo “vende” già come il fenomeno turistico di domani, ovvero come il Salento della Toscana. Stiamo parlando del Mugello (dal nome della tribù ligure dei Magelli?), quella fetta della Toscana a nord di Firenze, incastonata tra il parco nazionale delle Foreste Casentinesi a est, l’Appennino tosco-emiliano a nord e la piana di Prato a ovest. Non sarà del tutto vero che sia già un fenomeno di massa come è accaduto al Salento pugliese ma certamente ci sono segnali che danno il Mugello come una nuova destinazione turistica di una regione Clicca qui per leggere il resto dell’articolo












