Oggi, domani e lunedì (29, 30 e 31 gennaio) sono noti come i 'giorni della merla'. La tradizione vuole che, più questi giorni sono freddi e con maltempo, più sarà bella la primavera in arrivo. Sarà interessante ripercorrere le origini di questa credenza popolare. Oggi (sabato 29) il Corriere della Sera nella sua versione online pubblica un interessante servizio in merito; che potrà servirci se non altro a distoglierci dal tormentone della corsa al Quirinale.
Secondo il Corriere, una delle origini della leggenda parla di una merla bianca che alla fine di gennaio cercò riparo in un camino, uscendone dopo tre giorni nera per la fuliggine. Un'altra versione invece ci parla invece sempre di una merla bianca, ma 'perseguitata' da un gennaio dispettoso. Che si era per questo rintanata nel nido per 29 giorni (gennaio, appunto, secondo il calendario romano) e poi ne uscì credendo di averla fatta franca. Ma poi gennaio chiese in prestito tra giorni a febbraio e scatenò una fortissima tempesta per vendicarsi della merla.
Altre versioni fanno riferimento invece al fiume Po ghiacciato. Secondo le quali la 'merla' potrebbe essere stata, ad esempio, un grosso cannone di ghisa, che si riuscì a portare sull'altra sponda passando sulla superficie gelata. O ancora una nobildonna (tale De Merli) che avrebbe attraversato il fiume ghiacciato per raggiungere il marito sull'altra sponda. Insomma, quale che sia l'origina della leggenda è bene conoscere le nostre tradizioni ed i nostri detti.












